Pietro David, giovane fortunato Il diario bolzanino 1939-1946 

La presentazione del libro. Domani alla libreria Cappelli alle ore 18. Sarà presente l’autore La vita a Gries sotto le bombe, l’arruolamento nella Wehrmacht, il lavoro alle Acciaierie



Bolzano. Uno spaccato di vita dell’Alto Adige visto attraverso gli occhi di un ragazzo “fortunato”, che assiste agli sconvolgimenti causati dalla seconda guerra mondiale, rimanendo sempre se stesso, senza perdere l’amore per la vita. Stiamo parlando di “Un giovane fortunato - Diario 1939-1946”. Lo ha scritto il bolzanino Pietro David. Sarà presentato domani, venerdì 28 febbraio, alle ore 18 alla libreria Cappelli di piazza Vittoria.

Nato a Bolzano nel 1925, grande sportivo e conoscitore del territorio, supera le tante difficoltà della vita senza perdere l’entusiasmo e il sorriso di un ragazzo. A 85 anni impara a usare il computer e scrive il suo diario. Nel 2010 partecipa alla ventiseiesima edizione del Premio Pieve, ad Arezzo, organizzato dall’Archivio diaristico nazionale. La giuria, del suo libro, fra il resto scrive: «Le esperienze di un adolescente, di famiglia benestante, nell’Alto Adige durante gli anni della Seconda guerra mondiale. Bello spaccato di vita di questa parte dell’Italia che, per la sua posizione geografica e per la sua storia, costituiscono una situazione particolare e diversa rispetto al resto del paese».

Oggi, a quasi 95 anni, David conserva intatta la stessa gioia di vivere, guidare, conoscere.

Nella prefazione al volume, l’autore scrive: «Desidero innanzitutto chiarire che questo scritto non vuole essere un racconto, né tanto meno un romanzo. Si tratta semplicemente di un diario, il mio diario personale di quanto effettivamente accadutomi nel periodo più bello della mia vita, cioè dai 14 ai 21 anni. Purtroppo quelli erano anche gli anni a cavallo della disastrosa seconda guerra mondiale, voluta e condotta dal popolo tedesco guidato da un pazzo. Mi è sembrato pertanto logico inserire gli episodi banali o di poco conto che mi hanno riguardato in quel periodo, nel contesto ben più drammatico della guerra allora in corso. È altresì evidente che le date relative ai vari fatti accadutimi sono a volte approssimative, mentre per i grandi eventi storici non è stato difficile documentarsi su quelle precise. Va comunque ribadito che tutti i fatti narrati sono realmente avvenuti e che i racconti corrispondono tutti alla realtà di quell’epoca, anche se in qualche caso gli aggettivi possono avere enfatizzato l’importanza di qualche avvenimento personale». DA.PA

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