ROMA. Laura Boldrini è il nuovo presidente della Camera. Il raggiungimento del quorum di 310 voti è stato salutato da un fragoroso applauso.

Nata a Macerata il 28 aprile 1961, la neoeletta ha una figlia, è laureata in giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma e ha iniziato a lavorare in un’azienda di riso in Venezuela. Nel 1989 ha cominciato la sua carriera all’Onu, lavorando per quattro anni alla Fao, dove si è occupata della produzione video e radio. Dal 1993 al ’98 ha lavorato presso il Programma alimentare mondiale (Wfp) come portavoce per l’Italia.

Dal 1998 al 2013 è stata portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati (Unhcr) per l’Europa Meridionale. In questi ultimi venti anni, lavorando per conto delle agenzie delle Nazioni Unite, ha svolto diverse missioni in luoghi di crisi, tra cui ex Jugoslavia, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Iran, Sudan, Caucaso, Angola e Ruanda.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali: la Medaglia Ufficiale della Commissione nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna (1999), il titolo di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2004), il Premio Consorte del Presidente delle Repubblica (2006), il Premio giornalistico alla carriera Addetto Stampa dell’Anno del Consiglio Nazionale Ordine Giornalisti (2009), il Premio Renato Benedetto Fabrizi dell’Anpi (2011).

Nell’aprile del 2010 ha pubblicato per Rizzoli «Tutti Indietro». Scrive per diverse testate e tiene un blog su Repubblica.it e su Huffington Post.

PIETRO GRASSO è nato il 1 gennaio del 1945 a Licata, in provincia di Agrigento, e cresciuto a Palermo. Inizia la carriera di magistrato nel 1969 a Barrafranca, in provincia di Enna, per proseguire a Palermo nel 1972. È qui che comincia a occuparsi di reati contro l’amministrazione pubblica e di criminalità organizzata.

Nel 1980 diventa titolare dell’inchiesta sull’omicidio del presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella. Nel 1985 è nominato giudice a latere nel Maxiprocesso a Cosa Nostra nato dalle indagini del pool antimafia. Nel 1989 diventa consulente della Commissione parlamentare antimafia presieduta prima da Gerardo Chiaromonte e poi da Luciano Violante.

Pochi mesi dopo la strage di Capaci viene chiamato a sostituire Giovanni Falcone nella Commissione centrale per la definizione ed applicazione dello speciale programma di protezione a favore dei testimoni e collaboratori di giustizia. Delle stragi del 1992 e del 1993 comincia ad interessarsi nelle mie nuove funzioni di coordinamento e di impulso, prima come sostituto poi come aggiunto, presso la Direzione nazionale antimafia.

Nel 1999 torna a Palermo come procuratore capo, incarico che dura fino al 2005. In questi anni vengono arrestate per reati di mafia più di 1.700 persone, e vengono consegnati alla giustizia 13 dei 30 latitanti più pericolosi. Nel 2005 viene chiamato a capo della Procura nazionale antimafia, dove viene confermato per un secondo mandato nel 2010. Alle elezioni del 2013 si è candidato con il Pd, dopo essersi dimesso da magistrato.