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APPIANO. Non è il primo, non sarà l’ultimo. A colpire, però, stavolta è il prezzo a base d’asta: 45.948 euro per accaparrarsi un bunker del Vallo Alpino Littorio. Stiamo parlando della cosiddetta Opera 31, alla rotonda del Pillhof. L’amministrazione del Patrimonio provinciale l’ha messa in vendita. Per chi fosse interessato, il termine per la presentazione delle domande è il 16 febbraio.
Siamo alla rotonda per Riva di Sotto, Appiano, Frangarto, poche centinaia di metri prima del maso Pill. C’è una collinetta, che ai più non dice molto. Non si tratta di rilievo naturale, bensì di bunker militare, ricoperto da fittissima vegetazione spontanea. Sul colmo fa capolino, fuoriterra, una torretta blindata, nata come osservatorio per controllare la strada verso Appiano e più giù la piana dell’Adige, verso Merano. È uno dei 67 costruiti all’inizio degli anni Quaranta per difendere Bolzano da eventuali invasioni. Piuttosto incomprensibilmente, li aveva voluti Mussolini per difendersi dalle incursioni da Nord. Anche se da Nord l’unico pericolo era il suo alleato, Hitler...
Lo Sbarramento Bolzano Sud andava da Predonico, ai piedi del Macaion, fino a Castel Flavon. Dei bunker sopraterra posti in fondovalle, nella conca bolzanina, oggi rimane poco. L’unico in vista, di cui colpevolmente Comune di Bolzano e Provincia non hanno mai deciso cosa fare, si trova nella nuova zona di espansione a sud di via Einstein. Si era pensato di farci un pub, ma è troppo piccolo. Poi si era pensato di abbatterlo, ma si è scoperto che costava troppo: vista la consistenza del calcestruzzo, per abbatterlo ci sarebbero volute frese con punta di diamante...
E allora giace lì, inutilizzato e ignorato.
Come ignorate in tutto l’Alto Adige sono le opere militari della Grande guerra: si tratta dell’unico caso in assoluto in cui la Provincia, pur avendo diritto a laute sovvenzioni statali, vi ha rinunciato. Tornando al Vallo Alpino nella conca bolzanina, altri bunker sono stati abbattuti per far posto a parcheggi (Maso della Pieve) o ricoperti per farci passare sopra bretelle stradali (Arginale). Tutto è cominciato nel 1998, quando alla Provincia passarono centinaia e centinaia di beni del demanio militare dismessi dallo Stato: caserme, rifugi d’alta quota ecc. Fra queste opere, c’erano anche trecento bunker. Oltre ad una pubblicazione piuttosto generica, in pratica si è scelto di non valorizzarli, nonostante su tutto l’arco alpino queste testimonianze della seconda guerra mondiale siano sfruttatissime per scopi culturali e si siano rivelate forti calamite turistiche.
Qualche eccezione c’è pure stata, per merito però di qualche illuminata amministrazione locale. È accaduto a Moso in Passiria, dove si è realizzato un piccolo interessante museo sul Vallo Alpino. Idem è accaduto a passo Palade, dove in una piccola porzione dell’enorme bunker su tre livelli, il più esteso della provincia, è stata aperta una sala esposizioni. Qualche altro illuminato ha realizzato una cantina per la stagionatura dei formaggi doc, come in Pusteria.
Per tornare all’Oltradige, a Missiano i proprietari di castel Korb nel loro bunker hanno aperto un’enoteca. E il mecenate Karl Nicolussi Leck sul colmo di un bunker sopra Frangarto aveva posizionato una scultura, una giga-sfera di acciaio, ben nota a tutti gli automobilisti. Molti altri bunker sono stati svenduti ai contadini, discendenti dei proprietari dei terreni sui quali erano stati costruiti. C’è chi li usa come rimessa, chi come autorimessa. Chissà alla rotonda del Pillhof, che ci faranno. Chi si accaparra il bunker, si porterà a casa in totale 6.874 metri quadri si superficie: parte bosco, parte vigneto. Forse per questo la Provincia ha ritenuto di valutarlo così tanto: 45 mila euro. Per il vigneto, mica per il valore storico.
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