PHOTO
LAIVES. Una pericolosa crepa lunga diversi metri si è aperta da qualche tempo nell'asfalto della vecchia statale 12 fra Pineta e Laives, proprio nel centro carreggiata. Il fatto poi che sia proprio in concomitanza con i lavori di costruzione della nuova rotatoria fa pensare che sia proprio questo intervento la causa scatenante del cedimento stradale e comunque sia, bisognerà in qualche maniera chiudere quello "strappo" nell'asfalto senza attendere il completamento della rotatoria, altrimenti rischi di allargarsi ancor più, diventante una pericolosa trappola per i mezzi a due ruote.
Per preparare lo spazio alla rotatoria, tempo addietro era stato necessario scavare in profondità un'area accanto alla statale 12. Lo scavo era quindi stato riempito con materiale inerte e a più riprese battuto. Però evidentemente questo intervento deve avere modificato i delicati equilibri idrogeologici di un'area che già è fra le più delicate del territorio comunale da questo punto di vista, essendo il sottosuolo caratterizzato da un ampio spessore di torba e così, a lungo andare, anche la sovrastante statale 12 nel tratto fra Laives e Pineta ha iniziato a cedere, inclinandosi verso la campagna dove si è scavato. Lì, come detto, sta per arrivare una rotatoria che servirà per collegare la bretella verso la zona sportiva Galizia, una rotatoria all'altezza della statale stessa e per questo è stato riportato parecchio materiale per raggiungere il livello.
Intanto il problema dei cedimenti dell vecchia statale 12 verrà sistemato alla meglio con riempimenti di altro asfalto, ma se questo fenomeno non cesserà, potrebbe poi diventare anche un problema quando si aprirà la nuova rotatoria verso la zona Galizia.
Si tratta di un fenomeno che già si era manifestato a Pineta in seguito ai lavori di realizzazione della variante a cielo aperto davanti all'abitato e per quelli del parco pubblico. Anche lì si erano manifestati col passare del tempo dei cedimenti in alcuni punti davanti all'albergo Steinmannwald, con crepe che si erano aperte nella pavimentazione del cortile e un muretto di confine che si era staccato di qualche centimetro dal muro perimetrale dell'esercizio. Si tratta di effetti imprevedibili, che però succedono proprio quando si va a mettere mano a situazioni idrogeologiche del sottosuolo consolidate da sempre.
Altro esempio, e sempre a Pineta, lo scavo per i muraglione in zona Toggenburg 1; anche lì, appena terminato il lavoro sono iniziati i problemi causati da crepe e cedimenti negli edifici sovrastanti, problemi che ancora non sono stati risolti. (b.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA


