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LAIVES. Non è un dietrofront, ma uno spiraglio si apre e la politica locale non dovrà farsi scappare l’occasione per spalancare la porta e infilarsi nella trattativa: per il momento Poste Italiane ha congelato le chiusure di sportelli previste sia in Alto Adige che nel vicino Trentino, in attesa di discutere con i rappresentanti amministrativi e politici territoriali. Insomma, per ora Pineta di Laives rimane aperta. Idem per Laghetti di Egna.
Nelle scorse settimane i sindacati, in particolare la Cgil altoatesina con Poddesu e Longo, avevano strigliato la politica altoatesina, sia quella operativa a livello nazionale sia quella locale.
Il piano di razionalizzazione messo in piedi dal nuovo amministratore delegato delle Poste, Francesco Caio, era stato al centro di innumerrevoli interrogazioni parlamentari e se n’era parlato anche alla Conferenza Stato-Regioni, senza però che gli altoatesini muovessero foglia. Ora, sono addirittura le Poste a invitare la politica locale a farsi avanti. Si può trattare. Lo si dice fra le righe, ma si può.
Poste Italiane procederà alla attuazione del piano di razionalizzazione, si legge in una nota, ma solo “dopo aver completato il dialogo avviato con le Regioni, per l’analisi di dettaglio dei territori; seguendo le indicazioni del Ministero dello Sviluppo economico atte al coinvolgimento delle istituzioni locali”. Più chiaro di così... La presenza territoriale, si spiega oltre, “è elemento fondante del piano industriale di Poste che ha come principale obiettivo quello di includere tutti i cittadini nella trasformazione digitale e di migliorare continuamente la qualità del servizio”. Attraverso una scrupolosa analisi delle esigenze reali del Paese, “in piena ottemperanza con il quadro normativo che garantisce il servizio universale postale”, consapevoli del ruolo sociale e di mercato attribuito alla rete degli uffici, “siamo impegnati a garantire capillarità alla nostra presenza , coniugandola con l’esigenza di una sempre più necessaria efficienza verso la popolazione”. Insieme alle istituzioni trentine e altoatesine “approfondiremo il tema della nostra presenza, continuando a informare i territori sulla normativa all’interno della quale ci muoviamo con l’obiettivo di portare a casa dei cittadini nuovi e utili servizi”. A valle di questo ulteriore confronto, si conclude, “conciliando le esigenze aziendali con le istanze e le possibili eccezioni rappresentate dai territori, daremo attuazione alla trasformazione della nostra azienda”. Più chiaro di così...
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