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BOLZANO. Cantine allagate ogni volta che piove; gocciolio persistente dal tetto e diverse corsie di gioco inagibili per le competizioni; niente luci di sicurezza; niente spogliatoi; niente docce; niente bagni per i disabili; impianto di riscaldamento obsoleto e... chi più ne ha, più ne metta.
Insomma, il bocciodromo di Bolzano sta cadendo a pezzi.
La denuncia arriva dal consigliere comunale Udc Angelo Gennaccaro. «L’impianto sportivo di proprietà comunale - precisa Gennaccaro - è gestito a titolo gratuito dal Comitato Provinciale Gioco Bocce, che si occupa della manutenzione ordinaria e gestisce la struttura grazie all’incasso dei pallini “noleggio” campi e al subaffitto del piccolo bar ai privati».
Il tetto, prosegue Gennaccaro, è stato pesantemente lesionato da una grandinata del giugno 2008. «In questi anni si è cercato di vivacchiare, eseguendo sopralluoghi e piccoli interventi, che non hanno risolto assolutamente nulla: le infiltrazioni d’acqua, sempre più numerose, hanno ormai danneggiato in maniera quasi irreparabile i campi 9 e 10, non utilizzabili nei giorni di pioggia, ma le infiltrazioni riguardano, pesantemente, anche altre zone dell’impianto». La struttura, inoltre, «è spesso fredda, l’impianto di riscaldamento è obsoleto e spesso non funziona».
Il bocciodromo è molto utilizzato, da centinaia di anziani e appassionati. «Non è dotata di accessi e toilette per disabili e tra l’altro non ha neanche gli spogliatoi. Mancano anche le luci di emergenza, e l’impianto non rispetta la normativa di prevenzione incendi; si può poi notare facilmente come le stesse ringhiere del ballatoio siano troppo basse».
In tempi di magra, ammette Gennaccaro, «si capisce che la situazione non sia facile». È però paradossale che Bolzano, a differenza delle strutture sportive che si vedono nel resto della provincia, «abbia un bocciodromo dove piove dentro e dove a tratti non è garantita neanche la sicurezza».
La cosa sorprendente «è che in questi giorni stanno partendo i lavori di ristrutturazione del complesso Bocciodromo, ma paradossalmente il risanamento, che costerà al Comune 700.000 euro, non riguarderà l’impianto sportivo, bensì solo il ristorante Bocciodromo, che sarà ristrutturato e ampliato verso l’esterno». La domanda che pone Gennaccaro è molto semplice: «Per quale motivo l’amministrazione comunale ritiene più importante agire sulla struttura ristorante e non per mettere a norma la zona nevralgica della struttura, ovvero la parte sportiva»? È chiaro che dall’affitto del ristorante il Comune ha un introito, ma la nostra mission non dovrebbe essere quella di dare alla città strutture funzionali e sicure per il pubblico interesse? E le bocce e i bocciofili che dovrebbero rappresentare il cuore della struttura»? La cosa davvero triste, conclude il consigliere, «è che stiamo facendo a cadere a pezzi il bocciodromo più bello e grande d’Italia, costruito a fine anni Settanta con il supporto e l’impegno degli stessi bocciofili che, quando li si sente parlare, ricordano ancora, come fosse ieri, quegli anni. Un punto d’incontro importante per la città, che ogni giorno vede un centinaio di persone attive, non può essere lasciato morire così».
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