BOLZANO. La clamorosa assoluzione davanti alla Corte d’appello di Maximilian Rainer, ex direttore generale di Sel, dall’accusa di truffa aggravata ai danni della società nell’ambito dell’inchiesta Stein an Stein, potrebbe aprire la strada alla richiesta di revisione del processo per Klaus Stocker (all’epoca dei fatti presidente del consiglio d’amministrazione di Sel) e Franz Pircher (ex presidente del collegio sindacale). Anche loro erano accusati di truffa aggravata ai danni di Sel, in quanto secondo l’accusa nel 2006 il cda fu mal informato e indotto a non acquistare la centralina di Mezzaselva, non perché non fosse conveniente fare l’operazione, ma perché Rainer e soci avevano deciso di rilevarla privatamente. Rispetto a Rainer che aveva scelto il rito ordinario e in primo grado era stato condannato a due anni e mezzo di reclusione; Pircher e Stocker avevano optato per il rito abbreviato ed erano stati condannati ad un anno e sei mesi con sentenza passato in giudicato.

Verdetti simili fine all’ assoluzione in appello di Rainer .

Il procuratore Guido Rispoli, che ha curato in prima persona l’inchiesta Stein an Stein, ha commentato così la sentenza: «È uno di quei rari casi in cui non c’è bisogno di aspettare la motivazione della sentenza per dire che sarà fatto ricorso in Cassazione». Appare scontato che sia il procuratore generale che la parte civile - Sel aveva chiesto il risarcimento per il danno subìto - impugneranno la sentenza davanti ai giudici della Cassazione.

«Se l’assoluzione verrà confermata- dicono Vincenzo Adamo e Alessandro Melchionda, legali rispettivamente di Stocker e Pircher - anche nel terzo grado di giudizio, ci saranno i presupposti giuridici per chiedere alla Corte d’appello di Trento la revisione del processo». L’avvocato Adamo aggiunge: «Pronto ad andare fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo per far valere il diritto ad avere giustizia del mio cliente. La sentenza della Corte d’appello è dirompente anche se conferma quello che abbiamo sempre sostenuto: ovvero che non c’è stata alcuna truffa ai danni di Sel, che non ha acquistato la centralina di Mezzaselva solo perché non era interessata». Più che soddisfatto anche l’avvocato Melchionda: «Non mi ha stupito la sentenza, visto che si è riconosciuto quello che come difesa abbiamo sempre ribadito; mi ha stupito invece positivamente la grande autonomia dei giudici».