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BOLZANO. Nelle gare di coppa del mondo, le discese di downhill durano un tempo compreso, in media, dai tre fino ai cinque minuti. Per scendere dal Colle, invece, una mezz’oretta ci vuole tutta. Un percorso che si potrebbe definire di endurance, ossia di resistenza. Tanto che la stessa Alessia Missiaggia, già campionessa mondiale juniores, va giù a tutta solo su alcune frazioni, quelle più tecniche. Ieri la biker - come aveva anticipato nel corso della nostra diretta Facebook ai lettori e al direttore Faustini- su sollecitazione dell’assessore comunale allo sport, Angelo Gennaccaro, ha effettuato un approfondito sopralluogo, per fornire al Comune tutti gli elementi per valutare la situazione: è il caso di aprire ufficialmente un bike park al Colle, per dare spazio ai biker nostrani e d’Oltrebrennero, fornendo un percorso protetto, dedicato, evitando così i pericoli dovuti alla promiscuità con gli escursionisti? E magari, perché no, attirando anche turisti e quindi denari?
Il percorso, tracciato col Gps da Alessia Missiaggia, parte da sotto la stazione a monte della funivia e, fin quasi dall’inizio, si sviluppa tutto nel bosco. «È diviso - spiega la biker - in due sezioni. La prima è lunga 3,6 km, interrotti poi da una strada. Al di là, un ulteriore chilometro. Si sbuca a circa 300 metri dalla stazione a valle della funivia».
Lungo il percorso, grazie all’impegno gratuito di numerosi appassionati locali, sono state posizionate una decina di strutture, tutte in legno, sulle quali proprio nei mesi di ottobre e novembre era stata effettuata una approfondita manutenzione. Eventuali strutture inagibili o pericolose vengono di norma segnalate, in modo che non vengano utilizzate. Si tratta per lo più di salti e paraboliche. Il percorso è molto amato, chiarisce Alessia, «perché molto sassoso, con tante radici. Le pendenze sono medie, con qualche passaggio un po’ più ripido. Quasi novecento metri di dislivello. In un giorno, i biker che salgono con la funivia riescono a farsela tranquillamente anche 4 o 5 volte».
Il Colle non è una meta turistica ambita quanto altre cime, né in inverno né in estate, sostiene Missiaggia. Le montagne vere sono altre. E ci sono ben altre funivie. «Per i biker, invece, questo tracciato ha un grande valore. E chi viene qui si porta dietro fidanzata/o, amici, genitori. Tutti potenziali turisti». In Trentino ci sono i bike park di Lavarone e Paganella, in Alto Adige Plan de Corones. Al Colle si dovrebbe copiare quanto fatto specie a nord di Innsbruck. «Qui la pista c’è già. Basterebbero un contributo minimo per la manutenzione e un po’ di cartellonistica. E poi l’introduzione di un giornaliero/mattutino/pomeridiano per la funivia, per poter salire e scendere più volte al giorno».
Il percorso, tracciato col Gps da Alessia Missiaggia, parte da sotto la stazione a monte della funivia e, fin quasi dall’inizio, si sviluppa tutto nel bosco. «È diviso - spiega la biker - in due sezioni. La prima è lunga 3,6 km, interrotti poi da una strada. Al di là, un ulteriore chilometro. Si sbuca a circa 300 metri dalla stazione a valle della funivia».
Lungo il percorso, grazie all’impegno gratuito di numerosi appassionati locali, sono state posizionate una decina di strutture, tutte in legno, sulle quali proprio nei mesi di ottobre e novembre era stata effettuata una approfondita manutenzione. Eventuali strutture inagibili o pericolose vengono di norma segnalate, in modo che non vengano utilizzate. Si tratta per lo più di salti e paraboliche. Il percorso è molto amato, chiarisce Alessia, «perché molto sassoso, con tante radici. Le pendenze sono medie, con qualche passaggio un po’ più ripido. Quasi novecento metri di dislivello. In un giorno, i biker che salgono con la funivia riescono a farsela tranquillamente anche 4 o 5 volte».
Il Colle non è una meta turistica ambita quanto altre cime, né in inverno né in estate, sostiene Missiaggia. Le montagne vere sono altre. E ci sono ben altre funivie. «Per i biker, invece, questo tracciato ha un grande valore. E chi viene qui si porta dietro fidanzata/o, amici, genitori. Tutti potenziali turisti». In Trentino ci sono i bike park di Lavarone e Paganella, in Alto Adige Plan de Corones. Al Colle si dovrebbe copiare quanto fatto specie a nord di Innsbruck. «Qui la pista c’è già. Basterebbero un contributo minimo per la manutenzione e un po’ di cartellonistica. E poi l’introduzione di un giornaliero/mattutino/pomeridiano per la funivia, per poter salire e scendere più volte al giorno».


