BOLZANO. La polizia italiana, austriaca e tedesca sono uscite ieri dall’incontro di coordinamento sul meccanismo delle scorte trilaterali con una determinazione: si va avanti, e si intensificano i controlli

Questo è quello che emerge alla fine del vertice, occasione anche per la definizione delle procedure nelle tre settimane di sospensione, da parte della Germania, dell’accordo di Schengen, con la conseguente chiusura delle frontiere. E proprio dalla Germania, e con forza, sono arrivate le richieste di intensificare i controlli, sia sul territorio austriaco che italiano. Richieste formulate, secondo indiscrezioni trapelate, anche in forma di proposte “estreme”, come quella di sbarrare le porte dei treni e mettere un piantone a verificare che il passeggero che sale sia un cittadino con diritto di viaggio o un profugo. Richiesta, quest’ultima, rigettata dalle altre forze di polizia, e che si è poi assestata su un più generale rafforzamento dei controlli di frontiera.

L’Austria, dal canto suo, ha garantino un aumento dei controlli, sia sul territorio che sui treni, e sulla stessa linea si è mossa l’Italia, rappresentata per l’occasione dal capo del dipartimento di polizia ferroviaria del Ministero dell’Interno, arrivato a Bolzano ieri per l’incontro, oltre che dai dirigenti locali della questura. Sul fronte interno, si prevede un aumento dei controlli a bordo dei treni e sul confine, con un conseguente arrivo di rinforzi al commissariato del Brennero, almeno per le tre settimane di blocco delle frontiere tedesche.

Una sorta di militarizzazione delle frontiere che è strettamente legata anche al piano operativo di emergenza che in questi giorni la Provincia e le associazioni umanitarie stanno organizzando in coordinamento con la Protezione Civile per il potenziale accumulo di migliaia di profughi e migranti che, bloccati dalle maglie strette dei controlli intensificati, dovrà essere ospitato e gestito in qualche modo sul territorio altoatesino.

Della riunione di coordinamento, inizialmente, si era ipotizzato come oggetto l’eventuale sospensione delle scorte, se non addirittura la soppressione, proprio in virtù del blocco delle frontiere, che di fatto corrisponde ad una chiusura totale.

La notizia dell’intensificazione dei controlli va invece controtendenza, «La Germania vuole fare dei nostri poliziotti dei Kapò - commenta Mario Deriu, segretario del sindacato di polizia Siulp - non solo chiudono le frontiere in aperta contraddizione con le tavole rotonde sulla crisi umanitaria, ma non vogliono nemmeno averceli fuori dalla porta i migranti, così chiedono di bloccarli prima che arrivino al Brennero, in modo da non doversene occupare».

Deriu parla di occasione persa per prendere decisioni importanti e più strategiche. «Poteva essere l’inizio di una trattativa per l’istituzione di un corridoio umanitario organizzato, e invece siamo di nuovo daccapo». Tutto questo, afferma Deriu, per ragioni di sicurezza in occasione del G7 a Castel Elmau, «Allora noi - la provocazione - dovremmo chiudere le frontiere di mare per le stesse ragioni, tra Expo, Giubileo e ostensione della Sindone, ne avremmo tutte le ragioni; bloccando l’accoglienza e obbligando la Spagna ad occuparsi dei migranti per mare».

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