BOLZANO. Una Zona produttiva triste e ingolfata di traffico non è un destino inevitabile. Al convegno di ieri tanti hanno chiesto interventi per migliorare la vivibilità di Bolzano Sud - e non solo per la viabilità. Racconta Claudio Corrarati della Cna: «Magari la Zona non è mai stata bella, ma una volta almeno c’erano industrie grandi coi Cral, occasioni di socializzare, tanti lavoratori. Oggi le aziende in Zona sono piccole e isolate. La gente entra in ufficio sbuffando la mattina ed esce sbuffando dopo 10 ore senza mai essere uscita dall’edificio perché fuori non c’è praticamente nulla». Sulla stessa linea Dieter Steger, direttore dell’Unione commercio: «Bisogna ripensare la Zona all’insegna della centralità dell’uomo. Da 20 anni a questa parte ogni volta che si immaginano piano d’attuazione che prevedano aree verdi vengono cassati con la scusa che servono aree per le aziende: ma io sono convinto che la produttività generale aumenterebbe se i lavoratori avessero la possibilità di godersi un po’ di verde anche qui a Bolzano Sud».

Per il futuro inoltre, è stato detto dai partecipanti al convegno, bisogna immaginarsi una Zona produttiva composta da un mix di attività - compreso ad esempio un potenziamento del commercio all’ingrosso, una dei punti di forza dell’economia altoatesina - ma senza rinunciare alla produzione. Quindi non esagerare coi servizi ma tenersi ancorati all’economia reale «capace di creare ricchezza e posti di lavoro», come ha detto Steger. E Rampazzo (Cisl) aggiunge: «Anche se in difficoltà, oggi a Bolzano l’industria c’è: sono posti di lavoro che vanno tutelati, non facciamo piazza pulita del presente». (m.r.)

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