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BRESSANONE. Coincidenza? La nuova bordata politica contro il progetto di funivia cittadina per la Plose, arriva dopo che la località sciistica brissinese ha rinviato di una settimana l’apertura stagionale, per condizioni di neve non ideali. Nella suddetta bordata, stavolta non comunale ma di livello provinciale, non si fa cenno a questo ma si traccia un quadro non esaltante, forse in realtà solamente obiettivo, della Plose. La critica arriva dal consigliere provinciale Donato Seppi, di Unitalia, che in una interrogazione parte definendo la prevista funivia della Plose come «una incredibile “bufala” inventata per ragioni elettorali». E Seppi diventa come il bambino della fiaba del “Re nudo”. Lo fa quando scrive che «considerare la Plose una stazione turistica e sciistica al pari di altre località molto più famose e circostanti, quotate e dotate di ricettività altamente qualificata, risulta realisticamente difficile. Ciò premesso va considerato che realizzare una funivia che dalla stazione ferroviaria di Bressanone conduca a Sant’Andrea è un’idea del tutto astrusa, perché non si può credere, anche animati da un irrazionale ottimismo, che il destino della Plose possa essere legato a questa infrastruttura. Bisogna invece a prendere realisticamente atto che la Plose va presa per quello che è: una splendida montagna, senza ombra di dubbio, ma il paragone con Plan de Corones e le località della Val Gardena o della Val Badia, non regge».
Il succo è che l’investimento pare sproporzionato in rapporto alle potenzialità dell’area e quindi Seppi vede il progetto solo come «sogno di gloria di qualche assessore provinciale, più propenso a cercare suffragi per la prossima campagna elettorale che impegnato a creare un futuro idilliaco per la Plose». Non se ne fa il nome, ma è difficile non “leggere” comunque quello di Thomas Widmann.
Il politico provinciale della destra sociale italiana, quindi, pone i suoi interrogativi alla Provincia, partendo dal chiedere dove prenderebbe i quattrini per finanziare l’opera, «preso atto che nel bilancio 2013 non sarebbero previsti nemmeno i fondi per la definitiva progettazione». Bordate, poi, sul «passaggio della funivia sopra il centro abitato di Bressanone, che oltre a essere pericoloso porterebbe al deprezzamento del capitale immobiliare di interi quartieri. Se l’ente pubblico, come annunciato, dovesse rimborsare ai proprietari la perdita del valore immobiliare di ognuna delle particelle edificate attraversate dalla funivia, con quali risorse ne farebbe fronte e a quale spesa inimmaginabile, oltre a centinaia controversie giudiziarie, andrebbe incontro?».
Ancora, Seppi critica «quella specie di Torre Eiffel costituita dal previsto pilone posto in un punto cruciale del traffico veicolare» e apre un nuovo scenario: «se fosse vero - scrive -, come in diversi ambiti si sussurra, davvero si crede che un supposto nuovo centro commerciale che andrebbe realizzato presso la stazione a valle della funivia, possa costituire ragione di rinnovato interesse commerciale e turistico?».
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