BOLZANO. «C'è un deficit di rappresentanza del gruppo italiano a livello di primariati ospedalieri di quasi il 6%»: è quello che rileva il consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti sulla base della risposta dell'assessore Theiner ad una sua interrogazione. Una sottorappresentazione linguistica che l'esponente del PdL giudica "se non preoccupante, per lo meno indicativa della necessità che la proporzionale debba essere e rimanere uno strumento di tutela della comunità altoatesina, anche e soprattutto di quella italiana". Con questo contestando i progetti di riforma dello statuto della sua collega Biancofiore. "Senza questo importante dispositivo di equilibrio infatti - afferma Minniti - la situazione potrebbe essere anche peggiore; folle, a questo punto, è richiederne l'abolizione, perché non ci sarebbe più alcuna garanzia di occupazione nel pubblico impiego. Giusto è chiederne, invece, il rispetto". L'esponente del PdL rileva che su 82 primariati ospedalieri ricoperti in provincia, solo il 22% circa è assegnato al gruppo italiano che beneficia della copertura di un maggior numero di "servizi" (13 su 25), non paragonabile però ai primariati. "C'è per altro una distribuzione iniqua all'interno dei comprensori sanitari - afferma ancora Minniti - che tende a creare erroneamente un enclave su Bolzano, lasciando sguarnita la periferia, dove il paziente di lingua italiana vuole comunque trovare un referente primariale del proprio gruppo linguistico". In effetti, i dati in possesso all'esponente del centrodestra altoatesino evidenziano una sovraesposizione primariale presso l'ospedale di Bolzano (+8%) ed una conseguente sottoesposizione nei comprensori di Merano e Bressanone dove il deficit è pari al 7% nel primo caso ed al 2% nel secondo. "La sofferenza su Merano è grave - aggiunge ancora Minniti - perché se è vero che il comprensorio riguarda anche tutta la val Venosta, è peraltro vero che la città del Passirio è la seconda di tutta la provincia, con una rappresentanza italiana di quasi il 50%. Nello stesso comprensorio, peraltro, il gruppo italiano è al 16% ma ricopre primariati solo per il 9%. Occorre - sottolinea il consigliere provinciale del PdL - che si cerchi un maggior equilibrio nella distribuzione di queste importanti cariche mediche che significano anche rappresentanza e rappresentatività qualificata per un gruppo linguistico, pensando pure all'importanza che può rivestire avere, anche in periferia come al centro, un referente che parli la propria lingua. Insomma - conclude Minniti - al gruppo italiano non si può chiedere di accontentarsi di ricoprire posti di responsabilità solo nei servizi come se essi avessero, con tutto il rispetto, la stessa importanza di un primariato". Ora Minniti, con una nuova interrogazione, intende fare il punto anche sul "peso" dei singoli primariati assegnati a medici di lingua italiana, accertando il numero dei posti letto che vengono gestiti da ogni reparto.

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