Sono 450 le piante di castagno disseminate su una cinquantina di ettari a Pochi di Salorno. Il territorio che offre questo frutto saporito va da Maso Dorna, a quota 400 metri, fino a Maso Kerschbaumer ad una altitudine di 800 metri. Questo censimento è opera di Bepi Nardon che dal 1980 al 2004, e quindi per ben 32 anni, era guardiaboschi della Provincia e tuttora grande appassionato di montagna. Un tempo, per le genti in quota, la castagna rappresentava un valido elemento di base per l'alimentazione. Poi, lentamente, questi maestosi alberi sono stati parzialmente abbandonati. Ora, anche per l'impulso della Provincia, si è tornati a curare i castagni come fossero un meleto. Ci si è accorti che questo frutto può integrare le risorse economiche dell'azienda agricola montana. Un tempo la castagna dei Pochi era nota ed apprezzata non solo in Alto Adige ma anche in molte zone trentine. Poi lentamente questo frutto ha perso notorietà ed è quasi scomparso dalle bancarelle dei negozi di frutta e verdura. Sicuramente tornerà in auge, grazie anche al forte interessamento dell'amministrazione comunale di Salorno che ha inserito la valorizzazione della castagna di Pochi fra i progetti Leader. Insomma, si vuole mettere in vetrina questo prodotto e farlo tornare un frutto d'eccellenza, dandogli una denominazione più appropriata. È stato formato un gruppo di lavoro, composto da proprietari di castagneti e coordinato dall'assessore Samantha Endrizzi, la cui famiglia è produttrice di castagne. Il gruppo dovrà stilare un programma da sottoporre al Gal, Gruppo d'azione Leader, formato da rappresentanti di tredici Comuni posizionati sul confine con la provincia di Trento, come Salorno, Magré, Cortaccia, Montagna, Aldino, Trodena, Lauregno e Proves. I rappresentanti del Gal di Salorno sono, oltre al sindaco Roland Lazzeri, anche il naturalista Walter Eccli e Stephanie Hofer. Assieme a Manfred Gschnell, fra i produttori di castagne più importante di Pochi, il gruppo di lavoro dovrà lavorare per trovare un marchio per la castagna di Pochi ma anche risolvere i problemi legati al rinnovo dei castagni, alla loro cura, alla lotta ai parassiti e alla commercializzazione del frutto. Intanto un primo passo è stato fatto l'altro pomeriggio con la degustazione, da parte di esperti, delle castagne di Pochi. Il gruppo, formato dal primo cittadino, dall'esperto e studioso della castagna Giorgio Tomasi e dal responsabile per svariati anni all'Istituto San Michele all'Adige e guidato da Walter Eccli, è stato ospite della Scuola professionale di economia domestica e agroalimentare di Egna. La responsabile Kathrin Montel, anche lei di Pochi, ha arrostito decine di chili di castagne provenienti da tredici località di boschi della frazione di Salorno. Gli esperti sono stati chiamati a dare un voto tenendo conto dell'aspetto visivo del frutto, del grado di sbucciabilità, della consistenza e del gusto. Le valutazioni verranno poi esaminate attentamente e saranno tratte delle conclusioni sui luoghi boschivi di Pochi dove crescono e maturano meglio le castagne. Un frutto che tornerà pregiato.

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