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BOLZANO. "Noi siamo stati bocciati subito, Benko alla fine. Adesso però si riparte tutti da zero..." . Ecco l'idea che sta alla base di "Poi", acronimo per "point of interest". La cordata dei 37 in versione 2.0, la nuova faccia di "Emozioni Alto Adige" fuoriuscita dal ring lungo due anni e mezzo che ha spaccato la città in due. E anche la giunta. E pure il Pd. E la Svp. E ha fatto rinverdire i Verdi, finiti stretti stretti ai Laubenkoenig, i signori dei Portici. Felici che anche Benko sia stato fermato? Dicono che anche voi siete contenti che tutto si sia fermato..."Ecco la prima bugia da togliere di mezzo - dice Simone Buratti, che è la faccia nuova della nuova faccia di Emozioni- perchè noi siamo qui a dire al Comune: signori, non sognatevi di avere adesso l'alibi per stare immobili altri cinque anni. Benko è stato azzerato come noi ma non si azzera l'assoluta necessità di muoversi. E il Pru di via Perathoner è la prima occasione per farlo".
L'Areale è lontana e, per ora, impossibile ma la riqualificazione del quadrante di via Alto Adige è vicina e possibile. Dunque facciamola. Benko o non Benko. Gli sorride accanto papà Roland, penultima generazione di commercianti del centro che più centro non si può, uno dei promotori della prima cordata, quella della sfida al tycoon. Annuisce anche Georg Oberrauch, teorico della via altoatesina all'economia di mercato morbida, quella che tiene insieme profitto, stipendi e felicità dei dipendenti, ferie e orari, domeniche aperte con moderazione, rapporti esterni e rapporti interni, design e innovazione ecocompatibile. "Adesso parla Simone, è lui il presidente..." dice il trascinatore della cordata. "Che però non ha padroni - chiarisce Oberrauch - siamo tutti insieme, decidiamo senza prove di forza. Ognuno dei partecipanti non può avere più del 10%. Anche la mia famiglia che pure concorre con una decina di società". E Simone parla. E dice, per "Poi" , alcune cose che riaprono un dibattito che sembrava bloccato. La prima: la cordata altoatesina ha un nuovo progetto per la stazione autocorriere, per ora limitato ai soli terreni pubblici: un megastore da 15mila metri, tre piani fuori terra e garage sotterranei. La seconda: "siamo pronti a dialogare con tutti, a 360°" e dunque anche (e soprattutto) con Benko. La terza: essendo tutti o quasi gli immobili intorno all'area interessata dalla proposta di riqualificazione di proprietà di Benko, il gruppo "Poi" chiede al tycoon di sedersi davanti a un tavolo e individuare possibilità di lavoro comuni. Ma Benko avrà interesse a farlo? "Siamo anche noi imprenditori - dice Roland Buratti - e tutti gli imprenditori pensano giustamente all'eventuale profitto di un'operazione. E allora perchè non immaginare che noi si costruisca il megastore in questa versione meno invasiva e lui possa così rivalutare le sue proprietà collegandole al corpo centrale? Perchè altrimenti l'alternativa è lasciare tutti i suoi immobili inutilizzati...".
Ma i "360°"a cui guarda la cordata bolzanina non comprende solo Benko. Anche il Comune è nel mirino. Da un lato per la sollecitazione cui sarà sottoposto con questa nuova proposta, dall'altro perchè ridefinisca i contorni dell'operazione e dunque del Pru: con o senza gli immobili privati tutt'intorno l'area pubblica. L'altro elemento che Simone Buratti vuole sottolineare è il verde. Che sarà conservato integralmente e che "Poi" si propone di rivalorizzare. "Sarà questa - dice- la possibile base di partenza per l'individuazione dell'interesse pubblico".
La proposta, ancora soltanto abbozzata perchè la strategia è farla definire anche dal dibattito che si dispiegherà nelle prossime settimane, tiene anche conto dei punti sensibili emersi tutto intorno al progetto fermato in consiglio comunale. E fatti propri dalle opposizioni. Una scelta di furbizia? "No di sensibilità- dicono i tre- perchè oggettivamente verde e cubatura eccessiva erano due elementi che ci avevano fatto molti discutere...". E la discussione si è poi trasformata in autocritica.
Sulla forma architettonica del loro progetto, sulla cubatura, sullo stesso nome del gruppo: "Emozioni Alto Adige non aveva emozionato nessuno, come nome intendo..." dice adesso Simone Buratti. Che guarda al concreto di una proposta tutta in fieri ma solida nelle possibilità finanziarie di chi la propone ma che tiene insieme la visione strategica iniziale. Portata avanti soprattutto da Georg Oberrauch: "E' la visione che manca tutt'ora al nostro Comune. Che non riguarda solo il Pru. Ma anche. Tutta la città deve poter avanzare sollecitata anche dalle nostre idee. E la giunta non si sogni di starsene ferma al calduccio di un possibile non fare successivo al voto in consiglio. C'è tutto lo spazio per fare, invece. E la politica sarebbe colpevole di immobilismo se non facesse". Ma facesse bene. Questa l'idea di Oberrauch. E bene significa conciliare modello tradizionale e innovazione, valorizzazione del "tesoretto" (natura, Portici ecc.) e attenzione a non portare fuori dai confini i profitti dell'operazione, disperdendoli nella spersonalizzazione finanziaria dei fondi di investimento.
"E poi attenti- insiste- perchè mille nuovi posti di lavoro potrebbero cancellarne almeno 500 di vecchi". La sfida ricomincia. Ma con l'idea di non lasciare più per strada morti e feriti.
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