MERANO. Ancora contestazioni per la scelta di insediare due cooperative nella zona «Tschomperwiese» a Maia Alta. Neanche il tempo di riportare la notizia che Confcooperative e Kvw (Acli tedesche) hanno deciso il loro appoggio alla trasformazione da verde agricolo a zona per l'edilizia agevolata del fazzoletto verde di Maia Alta (con tutte le positive conseguenze pei 30 soci delle cooperative Tschomper e Ambra "che potranno finalmente avere una casa propria"), che sono ritornate le contestazioni a proposito del fatto, sottolineato da Confcooperative, che l'insediamento urbanistico «non subirà alcun peggioramento in quanto la zona è bene collegata con percorsi ciclabili e pedonali e le varie scuole, materna, elementari e medie, come tutti i servizi, sono raggiungibili a piedi». Il traffico resta il motivo principale dell'opposizione alla realizzazione delle case per le due cooperative. Ma c'è anche l'eccessiva cementificazione dell'area al centro dei pareri assolutamente contrari che vengono espressi.
Scrive infatti Patrizia Da Molin: «Già solo prendendo in esame la frase “…ultimo rettangolo verde rimasto tra la via Virgilio e vicolo Lazago”, le considerazioni che si possono fare a caldo sono le seguenti : ma quanta cementificazione deve ancora sopportare quest’area che negli ultimi quindici anni ha avuto una espansione/densità urbanistica decisamente esagerata (considerato lo spazio ridotto dell’area stessa)? l’inquinamento prodotto da nuovi insediamenti non si sviluppa solo dalle auto, ma anche dalle abitazioni (vedi riscaldamento ed altro), quali sarebbero le situazioni di disagio abitativo delle 30 famiglie, considerando che a Merano sono censiti oltre 1.500 alloggi vuoti? quali sarebbero gli interventi sostenibili così “ben ponderati ed equilibrati”? “l’area è una risorsa indispensabile “ sì, ma non alle 30 famiglie suddette, bensì alle centinaia di famiglie che già vi abitano essendo l’area “l’ultimo rettangolo verde rimasto». Un'altra presa di posizione, espressa sempre tramite una lettera al nostro giornale, è quella di Claudio Antonucci che si rifà al problema traffico: «La Confcooperative sostiene che le nuove famiglie potranno andare sempre a piedi e che il traffico in zona non ne risentirà. Io scommetto che quelle famiglie avranno almeno 45 autovetture oltre a quelle di amici e di conoscenti che verranno a visitarle. Quindi se si vogliono usare argomenti più seri, discutiamone putre. Se invece ci si vuole solo prenderci in giro, ditecelo e basta».
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