BOLZANO. Eppur si muove. L'unica grande opera bolzanina esce dalla sua sconfinata zona d'ombra: il Polo bibliotecario riparte. Dimagrito, meno costoso, ripulito nelle procedure. Si inizierà tra pochi mesi, sicuramente entro l'anno prossimo, probabilmente durante o subito dopo le elezioni comunali. Insomma buone nuove per un progetto che sembrava finito in cantina, spezzato a metà dai tagli di bilancio. Le notizie sono tre.

La prima: tra poche settimane va in porto la procedura dell'appalto integrato con annesso capitolato e tempi di gara: sono i paletti che gli uffici provinciali hanno posto come cornice tecnica e architettonica.

La seconda: a gennaio parte la gara tra le ditte per l'aggiudicazione del cantiere esecutivo e, al netto dei tempi tecnici, le operazioni saranno avviate qualche mese dopo.

La terza: il Polo bibliotecario costerà ancor meno. Molto meno dei 90 milioni ipotizzati nella prima "stesura"dell'idea; ancor meno dei 70 a cui si era giunti dopo il taglio dell'ultimo piano del progetto dell'architetto Christoph Mayr Fingerle. Alla fine i milioni sono 60. "Già messi a bilancio" aveva assicurato Christian Tommasini. Accantonati i fondi, restava tuttavia un problema. Dopo l'approvazione del primo progetto elaborato e la richiesta allo stesso professionista di "ghigliottinare" l'ultimo piano del suo Polo , era emersa l'esigenza di fare chiarezza sulla parte esecutiva. Su quella architettonica, nessun dubbio: "Mayr Fingerle resta l'autore del Polo - chiarisce Andrea Sega a capo dell'ufficio edilizia provinciale - , lui sarà sempre il padre del progetto. Ma l'esecuzione dell'opera aveva bisogno di procedure veloci, di schemi standard e di chiarezza nell'iter di assegnazione". All'inizio Mayr Fingerle si era a lungo opposto a questo cambio di rotta che gli toglieva, in pratica, la possibilità di intervenire nella fase esecutiva. "Il rapporto con lui è e sarà chiarito con soddisfazione di tutte le parti - assicura Paolo Montagner, capo dipartimento edilizia provinciale - ma poi è divenuto prioritario lo scenario da definire con le ditte che materialmente si occuperanno del cantiere. Il capitolato serve a questo: a definire i parametri dell'intervento, la sua filosofia e le cornici architettoniche. Che rispetteranno il progetto originario, ma questa è un'altra fase". La fase due: che sarà conclusa entro Natale, avviata a gennaio col bando e conclusa con l'avvio dei lavori entro l'anno. Le aziende che si prenderanno sulle spalle la costruzione del Polo avranno la possibilità di scegliersi esse stesse gli architetti e i tecnici che definiranno il lavoro sul terreno e faranno transitare l'idea originaria nel cantiere. Perchè il Polo non è solo un'opera ideologicamente decisiva: unire le culture dei tre gruppi, i loro libri, i convegni, l'arte e le idee in un unico luogo fisico, cosa mai accaduta in passato. Ma anche programmaticamente: farà transitare tutti noi dal libro al web, unendo vecchie e nuove tecnologie senza perdere le une o mortificare le altre in location poco adeguate al loro dispiegamento. Tutti questi contenuti, politicamente, etnicamente e culturalmente prioritari, forse anche rispetto al disegno stesso dell'edificio, erano parte integrante del progetto elaborato da Mayr Fingerle. Che era stato costretto già, poco dopo l'aggiudicazione del concorso di idee, a ridisegnare il suo intervento originario che prevedeva la cancellazione anche della facciata. Dopo un duro confronto tra partiti, associazioni, comitati e cittadini si era giunti a un compromesso: sarebbero stati salvati facciata e scalinata razionalista e l'intervento avrebbe poi svuotato dall'interno e sul fianco le vecchie Pascoli e le Archimede fino di fronte alla Tessmann. Ora l'ultimo passaggio prima dell'abbattimento.