Bolzano. «Vedo la luce...» dice Massimo Bessone. L’assessore provinciale ha appena verificato l’invio da parte di Condotte del progetto esecutivo per il Polo bibliotecario.

Giunta, la busta che lo conteneva, proprio il giorno della scadenza dei termini.

E adesso è ottimista? "Beh, non sono fiducioso al 100% . Aspetto, prima di espormi, che Condotte presenti le garanzie bancarie. Quelle saranno la prova".

E poi attende un’altra cosa l’assessore provinciale al Patrimonio: che la firma sul progetto integrato non sia solo quella degli architetti che l’hanno elaborato. Come è avvenuto.

"Ma che l’appongano, la loro, anche i commissari di Condotte" spiega.

Ecco dunque l’avvenuto passaggio amministrativo molto atteso: il gruppo ha rispettato i termini imposti dalla Provincia (prima fissati al 15 aprile, poi prorogati al 30) ed ora può iniziare l’iter.

Che consiste in questi passaggi:

1) i progetti sono nelle mani di Asl e Seab;

2) a loro spetta il parere vincolante al fine di poter presentare le buste per la concessione edilizia;

3) la concessione è in capo al Comune di Bolzano che dovrà, appunto, tener conto dei pareri, in particolare quello dell’Asl per l’aspetto igienico e sanitario;

4) per il rilascio della concessione c’è il termine di 60 giorni;

5) una volta ottenuto il permesso urbanistico verrà completata la verifica del progetto definitivo che sarà approvato dalla Provincia. Che è il committente;

6) infine sarà stipulato il contratto ma previa richiesta delle garanzie bancarie e assicurative.

Sarà questo l’ultimo passaggio. E il più scabroso.

Tuttavia lo stato di Condotte pare meno drammatico di qualche settimana fa: il ministero dello sviluppo economico ha infatti approvato nei giorni scorsi il piano industriale di Condotte che prevede anche alcune dismissioni di rami d’azienda e la garanzia, una volta ottenuto il via libera per il finanziamento (qui c’è anche il sì del ministro e vicepremier Luigi Di Maio) di avviare i cantieri già inseriti nell’elenco delle opere da completare.

Con inseriti anche i due poli bolzanini, quello bibliotecario e quello carcerario.

Anche se per quest’ultimo gli ostacoli, anche di natura amministrativa e giuridica, sono più ardui che non per le ex Pascoli.

In sostanza, filtra ottimismo in Provincia, rispetto alla possibilità che Condotte onori anche la clausola finanziaria delle garanzie fideiussorie.

"In ogni caso ci conto - commenta Massimo Bessone - perchè a questo punto mi sembra sbagliato gettare al vento i due milioni già investiti dal mio predecessore e dalla precedente giunta sul progetto del Polo. A me non importa chi lo costruirà: se Condotte, come ora immagino e spero, se il gruppo arrivato secondo o qualche altro imprenditore. E’ un progetto avviato e che si cercherà di condurre in porto".

Soddisfatto anche il Comune. L’assessore all’urbanistica Christoph Baur si è detto a sua volta fiducioso sul buon esito della procedura:

"Se il progetto è stato presentato - ha detto il vicesindaco di Bolzano - significa che finalmente l’impresa è in grado di operare".

Inizialmente sarà la Provincia, ha aggiunto Baur, che è la committenza, a dover esaminare il progetto che poi presenterà in Comune per la concessione.

"A quel punto toccherà a noi, al Comune, attivarsi - spiega ancora il vicesindaco Baur - al massimo in sessanta giorni. Il progetto era già stato valutato dalla Provincia e da noi. Ora si tratta solo di verificare che l’esecutivo corrisponda a quanto già concordato a suo tempo".

L’assessore provinciale Massimo Bessone, ancora un paio di mesi fa, aveva immaginato che entro il 2022 il Polo, se la procedura non avrà altri intoppi, potrà essere consegnato alle tre biblioteche in attesa, ovverosia la Civica di Bolzano, la Claudia Augusta in lingua italiana e la Tessmann in lingua tedesca.

Stante la volontà di Provincia e Comune di andare avanti, resta solo l’ostacolo garanzie bancarie: ma, tempo due mesi, si saprà se l’agenda potrà essere rispettata o no.

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