Bolzano. Condotte attende il via libera del Mise. Ecco il nodo. Lo aspetta perché il ministero sta decidendo a quali appalti pregressi potranno accedere i commissari del gruppo infrastrutturale in crisi. Se tutti quelli vinti negli anni scorsi, ed è molto difficile. O se solo alcuni. E se tra questi potranno esserci quello dei Poli bibliotecario e carcerario bolzanini. «Ieri ho visto il più stretto collaboratore di Kompatscher sul tavolo della contrattualistica», annuncia Renzo Caramaschi, «e l’ho fatto su consiglio del presidente stesso, cui avevo chiesto: cosa sta accadendo per le ex Pascoli? Si decide qualcosa o no?». Thomas Mathà ha rivelato al sindaco che Condotte e i suoi commissari aspettano da un momento all'altro il via libera o lo stop da Roma e dal ministro dello sviluppo. Se i poli bolzanini saranno inclusi nei cantieri che l'azienda si era aggiudicata prima della procedura fallimentare, allora si avvierà l'iter costruttivo. Altrimenti no. «E allora la Provincia sarà libera di aggiudicare l'opera, almeno le ex Pascoli, al gruppo altoatesino secondo classificato nel bando concorso». Dunque sarà Roma e il dicastero dell'economia e dello sviluppo a decidere il destino di un progetto tra i più strategici nel quadro del futuro urbanistico del capoluogo. Caramaschi ribadisce l'assoluta priorità dell'opera: «In termini politici e di convivenza tra i gruppi il Polo sarà, materialmente, un monumento alla condivisione culturale, visto che radunerà le biblioteche comunali e provinciali, tedesche, italiane e ladine sotto uno stesso tetto». Anche Roberto Zanin, lo sfidante del centrodestra, non si tira indietro: «Il Polo in quel luogo significa anche l'attuazione di una parte importante del nostro programma, laddove auspichiamo la creazione di punti di interesse cittadini anche nei quartieri e dunque, in particolare, oltre ponte Talvera che non deve essere più il confine tra parte tedesca e italiana o tra centro e quartieri». Zanin ha voluto anche definire in autonomia la propria visione del progetto, visto che in più occasioni alcuni suoi alleati strategici, dalla Lega a Fratelli d'Italia, avevano proposto di abbandonare l'idea di fare una super biblioteca nelle vecchie scuole , mostrando di gradire una loro destinazione a edilizia popolare, ancora a istituti scolastici, financo ad un nuovo museo di Ötzi. «Sono abituato a ragionare con la mia testa e non per schieramenti», così Zanin, «per questo mi sembra anche inopportuno, tra le altre ragioni, gettare al vento tutto quello che si è speso finora in fase di progettazione del Polo . Mi permetto solo di essere sorpreso nello scoprire a sinistra tanti fautori dell'accelerazione del progetto, quando quest'ultimo è in campo da dieci anni e fino a due anni fa in giunta provinciale sedeva Tommasini...Inoltre non va dimenticato il carcere. Tutti a stracciarsi le vesti per la biblioteca, ma in questo momento ci sono persone che soffrono in via Dante in una struttura fatiscente. E forse meriterebbero più attenzione». Dunque, pur se con sfumature non univoche e con partiti che li appoggiano su posizioni diverse (la destra critica sul progetto Polo, la sinistra da sempre favorevole) Caramaschi e Zanin paiono concordi sull'attuazione del progetto. In particolare il sindaco uscente dice una cosa amministrativamente molto chiara: «Come Comune avevamo firmato un accordo di programma preciso con la Provincia: abbiamo ceduto il terreno delle Pascoli con la precisa assicurazione che lì sarebbe sorto il polo multilingue. Se mai si decidesse di farne altro, sarebbe impossibile. Il terreno è vincolato a quella destinazione. Per cui, aspettiamo pure il Mise ma poi muoviamoci presto ». P.CA.