BOLZANO. È l'unica grande opera bolzanina che va. Tra tutti i Poli del nostro scontento quello dell'innovazione rispetta i sogni di chi l'ha immaginato , sa cambiare in corsa, rimodula la propria destinazione e, cosa assolutamente inedita , rispetta anche i tempi. A giorni la firma per l'avvio dei lavori e i finanziamenti del terzo lotto, a settembre la consegna del cantiere e, tra uno anno e mezzo la conclusione. «Siamo pronti - dice Claudio Lucchin- per aggredire anche l'altro edificio dopo il corpo centrale» . L'«altro» edificio non è' solo un lotto. È' l'asse strategico che ha trasformato una "possibile cattedrale nel deserto" secondo i timori di Assoimorenditori, in quell'opera mobile, in movimento , in asse con i tempi che è adesso il Polo dell'innovazione della Zona. Lì, nel corpo postindustriale dell'Alcoa troveranno casa i 14 (per ora) laboratori che supporteranno le imprese nella loro tensione verso prodotti sempre più competitivi , proporranno soluzioni praticabili per il mercato, aiuteranno la ricerca di contributi: in pratica produrranno innovazione sul campo. Gli imprenditori temevano che l'operazione Polo si limitasse ad ospitare nelle sue strutture soltanto gli enti di derivazione pubblica che ne costituiscono l'ossatura strutturale: Lub, Eurac, Bls, Tis, Istituto agrario. Tutti nel corpo centrale , davanti alla fontana di via Volta. Ma è nel terzo lotto, l'edificio a fianco, alla sua sinistra, che troverà posto l'anima sinergica (nel senso di collegamento pubblico-privati)del Polo, quella parte mobile, non burocratica, di cui le aziende chiedevano da tempo la presenza. Costituirà l'ufficio studi strategici di chi non se lo può permettere. Quella rete di piccole e medie imprese, capaci di produrre novità e idee ma che non possiedono la struttura industriale per permettersi la presenza costante di menti e di professionalità capaci di far progredire il prodotto. È questo che troveranno invece nell'edificio dell'ex Alcoa la cui riconversione pare adesso. Lo studio dell'architetto Lucchin sta muovendosi in progressione: prima il risanamento dell'area, poi i lavori nel corpo centrale, ora il cantiere di quello laterale. La chiave di tutta questa progressione è però detta: tutti i fondi erano già stati accantonati e messi in bilancio nella precedente legislatura e gli assessori interessati all'operazione (Roberto Bizzo in primis) ne avevano blindato i fondi. Poi il lavoro di Bls e Tus ha fatto il resto. Al centro dei lavoratori previsti nel terzo lotto ci sarà il"food", quella rete di produzioni, innovazione, tecnologie e ecocompatibilità che, sulla spinta strategica dell'Expo, sta acquisendo un ruolo sempre più centrale nel panorama industriale italiano ed europeo. E dunque anche altoatesino .