MERANO. Il cuore generoso di Roberto Marchioro, noto e valente vigile del fuoco volontario del gruppo di Merano, si è fermato ieri mattina a causa di un infarto. La tragica notizia è giunta ieri mattina dalla Spagna dove Marchioro si trovava da alcuni giorni in ferie con la famiglia e con alcuni amici. Incredulità e sgomento in città, dove era molto noto, e tra gli amici della protezione civile. Si è sempre adoperato per salvare vite umane, nessuno è riuscito a salvare la sua quando ieri mattina, a soli 49 anni, è stato colpito dall'infarto che lo ha sorpreso nel suo camper col quale pochi giorni fa aveva raggiunto la Spagna per un periodo di ferie.

Aveva il soccorso nel sangue, Roberto Marchioro, e di questa passione ne aveva fatto una professione aprendo, anni fa, un'azienda nel settore della sicurezza. Si era salvato per miracolo, due anni fa, quando fu investito dall'esplosione di una bombola di gas in via Cavour. L'immagine di Marchioro, seduto per terra con il volto ustionato - al suo fianco l'ex comandante Karl Freund, anch'egli coinvolto nell'esplosione, entrambi sostenuti moralmente dal vicequestore Cinzia Cellucci - è ancora viva nella mente di chi quei momenti ebbe modo di viverli in prima persona.

A Marchioro si deve anche e soprattutto la costituzione, sempre all'interno del gruppo meranese dei vigili del fuoco volontari, della squadra specializzata nel soccorso acquatico. Un progetto portato avanti con competenza ed ostinazione, fino alla messa a punto di quel team che oggi tutti ci invidiano. Fisico robusto, instancabile, quello di Roberto Marchioro: la morte per infarto è un fatto inaccettabile per chi ha avuto modo di conoscerlo e di lavorare al suo fianco. In questo momento particolarmente difficile, tutto il mondo della protezione civile si stringe con affetto attorno alla moglie Irene e al figlio Patrick di soli 9 anni. Per l'ultimo saluto si dovrà attendere il rientro della salma.

Si è sempre adoperato per salvare vite umane, nessuno è riuscito a salvare la sua quando ieri mattina, a soli 49 anni, è stato colpito dall'infarto che lo ha sorpreso nel suo camper col quale pochi giorni fa aveva raggiunto la Spagna per un periodo di ferie. Aveva il soccorso nel sangue, Roberto Marchioro, e di questa passione ne aveva fatto una professione aprendo, anni fa, un'azienda nel settore della sicurezza. Si era salvato per miracolo, due anni fa, quando fu investito dall'esplosione di una bombola di gas in via Cavour.

L'immagine di Marchioro, seduto per terra con il volto ustionato - al suo fianco l'ex comandante Karl Freund, anch'egli coinvolto nell'esplosione, entrambi sostenuti moralmente dal vicequestore Cinzia Cellucci - è ancora viva nella mente di chi quei momenti ebbe modo di viverli in prima persona. A Marchioro si deve anche e soprattutto la costituzione, sempre all'interno del gruppo meranese dei vigili del fuoco volontari, della squadra specializzata nel soccorso acquatico. Un progetto portato avanti con competenza ed ostinazione, fino alla messa a punto di quel team che oggi tutti ci invidiano. Fisico robusto, instancabile, quello di Roberto Marchioro: la morte per infarto è un fatto inaccettabile per chi ha avuto modo di conoscerlo e di lavorare al suo fianco.

In questo momento particolarmente difficile, tutto il mondo della protezione civile si stringe con affetto attorno alla moglie Irene e al figlio Patrick di soli 9 anni. Per l'ultimo saluto si dovrà attendere il rientro della salma. (gip)

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