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POSTAL. L'acqua calda che sgorga a Postal ha superato nel migliore dei modi la verifica delle «quattro stagioni».
L'ultima analisi, come le precedenti tre effettuate nel corso dell'anno passato, ha dato esito positivi. Il liquido che esce dal sottosuolo mantiene le caratteristiche originarie: dai 26 ai 28 gradi Celsius, conserva anche le varie quantità di minerali, tanto che gli esperti la ritengono in grado di curare certe malattie.
Manca ancora il requisito di acqua termale e curativa. Che potrà essere rilasciato dopo che un esperto, un professore universitario, avrà completato le sue verifiche. Questione, si dice, di alcuni mesi.
Il passo più significativo è comunque il superamento della cosiddetta prova delle quattro stagioni, che è chiesta espressamente dal ministero della Sanità. Si tratta di quattro verifiche, fatte nelle quattro stagioni, con cui l'acqua calda viene sottoposta ad una serie di controlli da parte di esperti, fra cui anche professori di università.
L'acqua deve conservare le stesse caratteristiche in ognuna delle quattro analisi: è sufficiente che vi siano dei "difetti" in un singolo esame per rendere nulli anche gli altri. Ebbene l'acqua calda (sgorgata da un terreno di proprietà di Roland Leimer lungo la statale fra Sinigo e Postal dopo una serie di trivellazioni scaturite dopo le segnalazioni di Richard Hörwarter un rabdomante di Andriano) ha superato le quattro prove.
«L'esito delle stesse - dice Roland Leimer - sono state tutte confortanti. L'acqua ha conservato le sue caratteristiche, come pure i contenuti minerali. Adesso ci manca il benestare medico».
In che cosa consiste? «Nella relazione che deve essere fatta da un professore universitario, che deve accertare se l'acqua può o meno essere considerata termale e quindi curativa. Ci vorranno alcuni mesi per ottenere questo parere. Ma siamo fiduciosi».
Alcuni esperti già contattati hanno espresso la loro convinzione che l'acqua calda di Postal possa fare bene per chi soffre di particolari malattie. Lo stesso rabdomante, che aveva indicato la presenza della falda nel frutteto di Postal già oltre un anno fa aveva dichiarato di «aver provato l'acqua sulla sua pelle e di averne tratto dei vantaggi indiscutibili».
Giovanni Ronzani, il geologo che cura da vicino lo sviluppo della questione, e gli amministratori di Postal seguono con comprensibile interesse l'evolversi del caso "acqua calda" e confidano nell'attestazione di acqua termale e curativa che aprirebbe la strada a un vero e proprio business.
È il caso di ricordare che anche Terme Merano segue, con comprensibile curiosità e interesse, la questione. Se l'acqua calda dovesse superare anche lo scoglio medico, si apriranno prospettive anche legate al centro termale. Senza dimenticare l’interesse al business già manifestato dagli albergatori locali.
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