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BOLZANO. Il sindaco Spagnolli interviene in merito all'affissione a Bolzano di manifesti firmati "Rsi - Socialismo Nazionale" contro le celebrazioni per Amplatz. Il primo cittadino chiarisce che le affissioni su spazi comunali non passano attraverso una valutazione interna, neanche degli uffici comunali, in quanto l' attività di affissione è stata esternalizzata ormai diversi anni fa e l'appalto se l'è aggiudicato la ditta Ica. La giunta però ieri ha dato mandato al sindaco di presentare un esposto alla Procura della Repubblica e una segnalazione alla Questura affinché valutino rispettivamente se non si possano configurare dei reati e se non sussistano le condizioni, da un punto di vista delle prevenzione dei conflitti, per la loro rimozione. «Ho poi ho intenzione di fare una verifica da un punto di vista giuridico rispetto alla possibilità che in quanto sindaco possa impartire delle direttive a livello comunale rispetto a questo tipo di manifesti», ha chiarito Spagnolli. «E' evidente in questo caso il richiamo concettuale tra le parole Socialismo Nazionale e Nazismo e la sigla RSI (Repubblica Sociale Italiana) e Fascismo». Qui «ci troviamo nel classico terreno minato che poi consente ai giudici di elaborare le più sofisticate teorie, o per condannare o per assolvere. Ma se noi, come stiamo facendo, vogliamo lanciare messaggi da un punto di vista culturale per rimuovere dalla memoria collettiva ciò che ha portato a realizzare il Monumento alla Vittoria, ciò che ha portato all'Olocausto, ciò che ha portato alle stragi etniche e nazionalistiche del ventesimo secolo, ebbene credo che non possiamo accettare che qualcuno che peraltro non si considera neppure "estremista di destra", usi termini evidentemente collegati con il nazismo e il fascismo». In un territorio particolarmente sensibile come il nostro «è evidente che manifesti come questo creano presupposti di conflitto e allora vorrei capire, come detto, con l'aiuto delle autorità preposte, se vi sia modo di impedire tutto questo. Noi siamo qui chiamati a prevenire il conflitto etnico, non a stimolarlo». In risposta, Eriprando della Torre, committente dei manifesti, ritiene che le parole del sindaco rasentino «l’apologia di terrorismo» e siano state rese in un’impeto di «intolleranza e antidemocraticità».(da.pa)
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