BOLZANO. Guai giudiziari in arrivo per l’ex consigliere provinciale Mauro Minniti. Il sostituto procuratore Igor Secco gli ha infatti notificato l’avviso di conclusione indagine nell’ambito del procedimento di verifica per l’utilizzo dei fondi a disposizione del gruppo consiliare in parte con la denominazione “Pdl” ed in parte come “La Destra”. La contestazione della Procura fa riferimento agli anni 2011, 2012 e 2013. All’epoca Minniti aveva costituito un gruppo consiliare a se stante e, dunque, aveva la possibilità di gestire i fondi messi a disposizione per l’attività istituzionale senza rapportarsi con gli altri esponenti del centrodestra con cui era stato eletto nel 2008. Mauro Minniti è stato ufficialmente iscritto sul registro degli indagati per peculato. Nell’avviso di conclusione indagine già notificato all’avvocato difensore Enrico Lofoco, il sostituto procuratore Secco contesta l’uso improprio (dunque per finalità non istituzionali in quanto non riconducibili al suo mandato politico) per circa 60 mila euro. Secondo quanto è trapelato si tratta per lo più di spese riguardanti pranzi o cene. L’avvocato Enrico Lofoco ritiene che il suo assistito saprà fornire dettagliate spiegazioni comprovanti un corretto uso dei fondi a disposizione. In altre parole nessuna spesa - secondo l’avvocato di difesa - sarebbe avvenuta per fini non strettamente legati al mandato politico. La Procura, però, è di parere diverso. Come noto l’avviso di conclusione indagine è previsto, a livello procedurale, solo quando il magistrato inquirente ritiene necessario procedere con una richiesta di rinvio a giudizio. Il codice di procedura penale prevede l’avviso di conclusione indagine per permettere alla difesa (entro 20 giorni) di depositare eventuali memorie o documentazione a discarico. Se la Procura intendesse chiedere l’archiviazione del procedimento non avrebbe dovuto notificare l’avviso. In realtà, a conclusione degli accertamenti affidati alla Guardia di Finanza e ormai conclusi, il pubblico ministero Igor Secco ritiene di chiedere il processo a carico di Minniti con l’accusa di peculato. Parte delle contestazioni riguarderebbe spese documentate ma non contemplabili (per la Procura) come legittime. Un secondo fronte di contestazione riguarderebbe invece la carenza assoluta di documentazione.

Ricordiamo che l’inchiesta, avviata lo scorso anno, sta coinvolgendo anche altri consiglieri provinciali della scorsa legislatura. E’ ancora da definire, sotto il profilo processuale, la posizione del gruppo consigliare della Volkspartei di cui risultano indagati Walter Baumgartner ed Elmar Pichler Rolle. In questo caso i controlli, affidati sempre alla Guardia di Finanza, non si sono ancora conclusi. E sono ancora in corso anche le vertifiche a carico di altri gruppi a consigliere unico che nel 2012 erano costituiti da Unitalia (Donato Seppi), Lega Nord (Elena Artioli), Futuro e Libertà (Alessandro Urzì), Pdl Berlusconi per l'Alto Adige (Maurizio Vezzali) e Bürger Union (Andreas Pöder). Nessuno di questi ultimi è per il momento indagato.

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