BOLZANO. «Perché hanno scelto me? Probabilmente - dice Hansjörg Prast, fresco di nomina - per i risultati ottenuti alla guida dell’Eos». Per individuare il super-manager della maxi società provinciale dell’economia che dal gennaio del 2016 accorperà Alto Adige Marketing (turismo), Tis (innovazione), Bls (marketing territoriale) e Eos (export)- 300 dipendenti e oltre 40 milioni di budget, che è la somma delle attuali disponibilità economiche delle quattro società - la scelta migliore sarebbe stata un concorso, ma anche forse per una questione di costi - assumere un esterno significava mettere a bilancio un ulteriore super-stipendio - alla fine si è optato per la scelta interna. Come per altro succede ormai regolarmente in Alto Adige: di ieri la nomina di Alexander Steiner, promosso da capo dei vigili di Brunico a segretario generale della Regione, la più alta carica dell’ente; di pochi mesi fa quella di Hanspeter Staffler, il caporipartizione della Protezione civile, diventato direttore generale della Provincia; è appena uscito il bando, ma si può prevedere che anche la scelta del direttore generale dell’Asl cadrà su un interno.
E così alla fine anche per il nuovo super-manager della maxi società si è deciso tra due nomi: Ulrich Stofner, brillante e dinamico, direttore del Business location Alto Adige, e Hansjörg Prast, un manager che ha lavorato nel privato e da sette anni guida l’Eos, l’ente della Camera di commercio. Si è optato per il secondo, sicuramente dopo aver valutato il curriculum e il lavoro svolto all’Eos, ma avrà pesato anche l’appoggio di Michl Ebner, potente presidente della Camera di commercio, partner con la Provincia della futura società unica. Mentre Stofner, che ieri non ha voluto commentare la decisione, ha pagato forse il fatto che il mondo dell’imprenditoria locale rimprovera a Bls di aver fatto molto per sostenere i film prodotti in Alto Adige e poco per le aziende; anche i risultati sul fronte degli insediamenti nelle nuove zone produttive - complice la crisi - sono stati inferiori alle attese.
Prima dell’approdo al vertice dell’Eos che esperienze ha fatto?
«Dopo la laurea in Economia aziendale ad Innsbruck ho lavorato alla Dr. Schär (azienda leader nella produzione di alimenti senza glutine, ndr): l’ho vista crescere ed espandersi. Sono stato responsabile del marketing e amministratore delegato della collegata Ds Food. Mi sono occupato di pianificazione, strategie, internazionalizzazione: ho lavorato in Spagna e in altri Paesi europei».
Poi, sette anni fa, il passaggio dal privato al pubblico.
«Mi interessava fare una nuova esperienza nel campo dell’export e comunque l’Eos è un mix di privato e pubblico».
Come se la immagina la nuova super-società?
«Ci stiamo lavorando: le quattro società con i rispettivi direttori proseguiranno in questi mesi con la normale attività, ma contemporaneamente si porranno le basi per partire nel 2016 con la società unica».
La sensazione è che in Alto Adige si opti sempre più per soluzioni interne.
«Dipende dagli obiettivi. E comunque non è che chi arriva da fuori sia necessariamente più bravo. Un interno ha il vantaggio di conoscere la macchina e quindi si può muovere più velocemente».
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