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Il volo per l'Italia era stato rinviato e allora hanno deciso di noleggiare un aereo e sorvolare la zona del Kilimangiaro, ma il piccolo velivolo si è schiantato, ieri mattina, contro la vetta del Mawenzi. Nell'incidente in Tanzania hanno perso la vita Franco Tamiazzo, 57 anni, dentista bolzanino; sua moglie Stefania Tommasi, 52, che lavorava come segretaria nello studio di via del Ronco; Claudio Zornitta, 51 anni, ortodonzista bellunese che collaborava con Tamiazzo e la compagna Paola Santini.
Assieme alle quattro vittime, nel viaggio in Kenia, c'erano anche le due assistenti bolzanine di Franco Tamiazzo: Sonia Boieri e Rosanna, con i rispettivi mariti. Si sono salvati, perché non sono saliti sul Cessna 206 keniano, decollato dalle colline di Kyuli non lontano da Nairobi.
Le prime notizie della tragedia sono arrivate a Bolzano nel primo pomeriggio, ma erano notizie frammentarie raccolte dagli amici e colleghi di Tamiazzo, molto conosciuto in città perché oltre ad essere vicepresidente dell'associazione nazionale dei dentisti altoatesini, aveva una serie di interessi che spaziavano dalla passione per i documentari (aveva partecipato alla trasmissione di Licia Colò «Alle falde del Kilimangiaro», ndr) alla musica (suonava la batteria); ed era impegnato in progetti umanitari. «In Kenia - dice l'amico pediatra Massimo Perini - questa volta era andato per due motivi: festeggiare con i collaboratori i 25 anni di attività dello studio dentistico e verificare lo stato della scuola e dell'ambulatorio, che assieme ad un gruppetto di medici di cui facciamo parte anche io e Toni Pizzecco, aveva realizzato nella zona Masai».
Gli amici hanno sperato fino all'ultimo che tra le vittime della sciagura aerea non ci fosse il gruppo bolzanino. Ma poco dopo le 21 sono arrivate le prime notizie dalla Farnesina: quattro italiani, che volavano su un Cessna 206, erano morti nell'aereo che si era schiantato contro la vetta Mawenzi, la terza del Kilimangiaro, nella Tanzania settentrionale. Perini si è attaccato al telefono, ha tentato di mettersi in contatto con il marito di una delle assistenti in viaggio con Tamiazzo.
«Mi hanno raccontato - spiega Perini - che Franco, sua moglie Stefania, Claudio (3 figli) e la sua compagna Paola (2 figli) hanno deciso all'ultimo momento di noleggiare il piccolo aereo. Doveva essere, da quanto sono riuscito a sapere, un giro nella zona del Kilimangiaro. Gli altri attendevano il gruppetto a Nairobi per rientrare domani (oggi, ndr) tutti assieme in Italia».
Ma, a quanto pare, il tempo è peggiorato rapidamente.
«Il proprietario del lodge dove si trovavano - racconta ancora Perini - è un italiano che conosciamo da tempo e gestisce anche il piccolo campo di aviazione. Quando si è accorto che il Cessna (alle 9 ore italiane) era in ritardo sul piano di volo ha cominciato a preoccuparsi. Ha dato subito l'allarme e ha comunque fatto partire i quattro bolzanini per l'aeroporto di Nairobi». Intanto sono scattate le ricerche del Cessna che è stato individuato abbastanza rapidamente, ma per i quattro italiani non c'erano più nulla da fare. Tutti morti: le salme sono state già recuperate. Si è salvato soltanto il pilota che è ricoverato in gravissime condizioni. A quanto pare il velivolo si è schiantato a 4300 mila metri: il Kilimangiaro è alto 5.600 ed è la montagna più alta dell'Africa. Tamiazzo era innamorato dell'Africa e dei viaggi in genere: a Natale voleva andare in Sudafrica e a febbraio in Sudan. Lo spingeva la voglia di scoprire posti nuovi e immortalarli in documentari mozzafiato. Ma i viaggi erano anche l'occasione per mettere a disposizione degli ultimi esperienza e tempo nell'ambito di progetti di tipo umanitario.
Assieme alle quattro vittime, nel viaggio in Kenia, c'erano anche le due assistenti bolzanine di Franco Tamiazzo: Sonia Boieri e Rosanna, con i rispettivi mariti. Si sono salvati, perché non sono saliti sul Cessna 206 keniano, decollato dalle colline di Kyuli non lontano da Nairobi.
Le prime notizie della tragedia sono arrivate a Bolzano nel primo pomeriggio, ma erano notizie frammentarie raccolte dagli amici e colleghi di Tamiazzo, molto conosciuto in città perché oltre ad essere vicepresidente dell'associazione nazionale dei dentisti altoatesini, aveva una serie di interessi che spaziavano dalla passione per i documentari (aveva partecipato alla trasmissione di Licia Colò «Alle falde del Kilimangiaro», ndr) alla musica (suonava la batteria); ed era impegnato in progetti umanitari. «In Kenia - dice l'amico pediatra Massimo Perini - questa volta era andato per due motivi: festeggiare con i collaboratori i 25 anni di attività dello studio dentistico e verificare lo stato della scuola e dell'ambulatorio, che assieme ad un gruppetto di medici di cui facciamo parte anche io e Toni Pizzecco, aveva realizzato nella zona Masai».
Gli amici hanno sperato fino all'ultimo che tra le vittime della sciagura aerea non ci fosse il gruppo bolzanino. Ma poco dopo le 21 sono arrivate le prime notizie dalla Farnesina: quattro italiani, che volavano su un Cessna 206, erano morti nell'aereo che si era schiantato contro la vetta Mawenzi, la terza del Kilimangiaro, nella Tanzania settentrionale. Perini si è attaccato al telefono, ha tentato di mettersi in contatto con il marito di una delle assistenti in viaggio con Tamiazzo.
«Mi hanno raccontato - spiega Perini - che Franco, sua moglie Stefania, Claudio (3 figli) e la sua compagna Paola (2 figli) hanno deciso all'ultimo momento di noleggiare il piccolo aereo. Doveva essere, da quanto sono riuscito a sapere, un giro nella zona del Kilimangiaro. Gli altri attendevano il gruppetto a Nairobi per rientrare domani (oggi, ndr) tutti assieme in Italia».
Ma, a quanto pare, il tempo è peggiorato rapidamente.
«Il proprietario del lodge dove si trovavano - racconta ancora Perini - è un italiano che conosciamo da tempo e gestisce anche il piccolo campo di aviazione. Quando si è accorto che il Cessna (alle 9 ore italiane) era in ritardo sul piano di volo ha cominciato a preoccuparsi. Ha dato subito l'allarme e ha comunque fatto partire i quattro bolzanini per l'aeroporto di Nairobi». Intanto sono scattate le ricerche del Cessna che è stato individuato abbastanza rapidamente, ma per i quattro italiani non c'erano più nulla da fare. Tutti morti: le salme sono state già recuperate. Si è salvato soltanto il pilota che è ricoverato in gravissime condizioni. A quanto pare il velivolo si è schiantato a 4300 mila metri: il Kilimangiaro è alto 5.600 ed è la montagna più alta dell'Africa. Tamiazzo era innamorato dell'Africa e dei viaggi in genere: a Natale voleva andare in Sudafrica e a febbraio in Sudan. Lo spingeva la voglia di scoprire posti nuovi e immortalarli in documentari mozzafiato. Ma i viaggi erano anche l'occasione per mettere a disposizione degli ultimi esperienza e tempo nell'ambito di progetti di tipo umanitario.


