BOLZANO. Tradito dall’appiglio che gli si è sbriciolato letteralmente in mano: è ricoverato in grave condizioni al San Maurizio Mario Scolatti, alpinista bolzanino di 73 anni che si è ferito ieri pomeriggio mentre, con un amico di Bronzolo, stava arrampicando lungo la Cresta sud del Catinaccio, una via lunga (600 metri) anche se non difficilissima. I due erano quasi arrivati alla croce quando c’è stato l’incidente. A ricostruire quello che è successo è l’amico del ferito. Lui ha quasi assistito in diretta a quello che è successo, ma l’unica cosa che ha potuto fare è stato chiamare i soccorsi. Erano circa le 15 e i due erano quasi arrivati in fondo alla via che si sviluppa lungo la Cresta sud del Catinaccio. Erano arrivati in un tratto più semplice ed è per questo che hanno fatto la progressione «in conserva» che permette una maggior velocità nella salita. Davanti c’era l’amico di Bronzolo e dietro Mario Scolatti. I due stavano avanzando senza problemi quando c’è stato l’incidente. Il bolzanino si è appeso ad un appiglio che però non era sicuro come appariva. Gli si è infatti, sbriciolato fra le mani, facendogli perdere le presa. Non solo. Nella caduta (circa 30 metri) è stato anche travolto dai sassi che cadevano dalla montagna e che l’hanno colpito più volte.
L’incidente è durato una manciata di secondi, giusto il tempo che l’amico girasse la testa. Ha visto il 73enne sulla roccia con il corpo quasi interamente ricoperto dai sassi. Lui non era riuscito a fare nulla per frenare la caduta: tutto è avvenuto all’improvviso e velocemente. All’alpinista di Bronzolo non è rimasto altro da fare che chiamare i soccorsi.
La centrale operativa del 118 ha chiesto l’intervento dell’elisoccorso dell’Aiut Alpin altoatesino, più vicino alla zona dell’intervento, che ha portato sulla cresta del Catinaccio gli uomini della sezione Centro Fassa del soccorso alpino. Le condizione di Mario Scolatti sono apparse immediatamente molto gravi e una volta messo in sicurezza è stato intubato e portato in rianimazione. Aveva perso conoscenza ed è stato deciso quindi l’immediato trasferimento all’ospedale San Maurizio. Il quadro clinico dell’uomo è gravissimo perché le lesioni che ha riportato nella caduta sono state importanti. Non solo. I sassi che gli sono caduti addosso hanno provocato diversi traumi e lo hanno centrato con una forza tale che uno gli ha spaccato il caschetto di protezione. Una volta messo in sicurezza il ferito, il soccorso alpino ha portato al lago di Carezza - dove aveva lasciato la macchina - l’altro alpinista, provato per quello che aveva vissuto. E’ rimasto illeso.
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