MERANO. C'è la gioventù e ci sono i “senza età” a misurare le ambizioni nel Tagliabue e nell’Assi ex Unire domani a Maia. La precedenza ai vecchiotti, perché sui 4 mila e cinquecento dello steeple non si scherza e soprattutto si stacca il biglietto di favorito nel Merano (francesi permettendo). Vediamoli dunque i tre di casa nostra ed i quattro stranieri. Su tutti spicca Zarkali, cavallo senza età nonostante l'anagrafe segni impietosamente undici. Il portacolori della Vama di Renzo Dolzan che quando perde piange lacrime di sangue come la reliquia di san Gennaro (intendiamoci è comunque simpaticissimo) ha una carta d'identità contrassegnata da alti (di più) e bassi di grande valore. La sua forma è al top come testimonia il recente posto d'onore alle spalle di Fafintadenient. Potrebbe e dovrebbe essere la sua corsa. Valsugana sale di un paio di scalini nella gradinata dei big ma con il Fuhrmann degli ultimi tempi non si sa mai. Frolon è l'ultima invenzione di mago Favero. Importato recentemente dalla Francia dove era tenuto in eccellente considerazione avrà l'onore di ospitare in sella sua maestà Raffy Romano che è come i medagliati olimpici della carabina: non sbaglia un colpo. Occhio perché il sesto posto dello scorso anno addirittura nel Gran steeple di Parigi basta e avanza per mangiarseli tutti.

Babbo Vana (a proposito a quando il matrimonio con baby Pepi, uno dei geni in sella degli ultimi anni) si affida ad Imprezer e Budapest. Il primo è la regolarità fatta cavallo e veste i colori di una scuderia fortemente in palla. Il secondo è un pericolo pubblico visto che è un habitué del Merano con risultati eccellenti. Gejzir raccomandato di ferro da mister Wroblewski arriva quatto quatto senza urli da sparo ma con tanta voglia di far bene come già successo in primavera mentre Pareto creatura del "dottor" Olehla è l'ultimo della classe. Riassumendo sarà la solita storia: Favero o il resto del mondo? Lo zar degli ostacoli è in momento sì e quando scende dalla tribuna con il fido Eros dopo aver visto la corsa nascosto e solo soletto guai tentare di fermarlo per rubargli un commento, ti fulmina con parole e sguardo (senza cattiveria ovviamente).

Detto dell'Assi rimane il Tagliabue e qui purtroppo sono rose con tante spine. Ce ne sono sette e sei sono proprio del trainer di Sinigo con il solo stregone sardo Franco Contu che tenta di giocare grazie a Saluggia Dream un'impari partita. Del resto, se in questi tempi di vacche magre chi ha i cavalli è solo Paolo Favero (almeno i tre anni) chapeau a Favero e buonanotte al secchio. Per inciso, c'è da vedere Lo Zoccolo Duro, uno che in piano camminava e che sfida Errante scelta di Raffy Romano.

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