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BOLZANO. A dispetto del nome i vigili del fuoco hanno sempre meno a che fare con il fuoco. Solo il 18,8% degli interventi effettuati nell’anno passato dai pompieri, infatti, riguarda gli incendi. Significa che si moltiplicano le chiamate per servizi come apertura porte, tubi che perdono o incidenti stradali. «Una frequenza di circa 7,5 al giorno, 230 in mese per un totale di 2.766 in totale» spiega il comandante dei vigili del fuoco di Bolzano Ernst Preyer nel tradizionale appuntamento con la festa di Santa Barbara. Dietro ai numeri, quindi, si nasconde un aumento delle risorse necessarie per far fronte a tutte le chiamate.
L’organico, però, conta 131 professionisti e avrebbe bisogno di qualcosa di più. «Statistiche alla mano ci sarebbe la necessità di 19 elementi in più. Tutti nel campo operativo più che amministrativo».
Nel complesso, comunque, gli interventi tecnici sono stati 2.245 e quelli per incendio in senso stretto (compresi i falsi allarmi dati dai rilevatori) sono 521.
Un altro dato, relativo al personale, che preoccupa i quadri dirigenziali della centrale, è il complessivo aumento dell’età media dei vigili del fuoco. Nell’anno in corso, infatti, si è toccato quota 44,53 anni.
«In realtà si tratta di un problema che coinvolge tutti i corpi d’Europa, ma se in futuro non si interviene con nuove assunzioni la situazione è destinata a diventare anche più critica.
Per un’unità operativa come la nostra questo dato potrebbe significare in futuro la difficoltà di mantenimento dei requisiti di idoneità fisica da parte dei collaboratori».
Per quanto riguarda la tipoliogia degli interventi si registra una diminuzione di interventi inerenti alle perdite di gas, gli incendi di veicolo e gli allagamenti.
Crescono, invece, i soccorsi con le autogru e le aperture porte con urgenza.
Tra le curiosità va annotata la giornata del 7 agosto che ha portato i vigili del fuoco ad effettuare ben 33 interventi nell’arco di appena 24 ore. Il mese con più urgenze, invece, è stato quello di luglio con 341 chiamate, a dimostrazione di una certa criticità del periodo estivo. Febbraio, invece, è stato il più tranquillo dell’ultimo anno con 153 interventi.
Particolarmente importante l’attività di trasporto di acqua potabile per superare momenti di difficoltà idrica nei comuni altoatesini percorrendo 4.000 chilometri e portando 1,5 milioni di litri di acqua potabile.
Importanti, anche, i diversi progetti internazionali con tre uomini impiegati a Kathmandu per addestrare i colleghi nepalesi e i volontari inviati a Tanta e La Falda nella provincia di Cordoba in Argentina e nel Sudan del sud a Lomin.
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