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POSTAL. Mentre la parrocchia di Sinigo dà il buon esempio, a Postal le cose vanno in altra maniera. Nella frazione alle porte di Merano alcune messe sono in comune per i fedeli dei due gruppi linguistici, i cori italiano e tedesco spesso cantano assieme e i cantori hanno imparato i brani dell'altro gruppo. La convivenza si cementa anche in questo modo.
A Postal invece succede altro. Domenica scorsa c'è stata la prima comunione, e i 18 bambini di lingua tedesca hanno ricevuto il sacramento nel corso di una cerimonia nella chiesa parrocchiale, mentre i 5 bimbi di lingua italiana hanno partecipato alla successiva messa celebrata solo per loro. Non si potevano evitare due cerimonie e farne una unica? Risponde il parroco don Josef Gschnitzer, che conosce bene entrambe le realtà visto che è anche sacerdote a Sinigo: «È stata rispettata un’antica tradizione di Postal. Non c'è stata alcuna polemica perché in paese la doppia cerimonia c'è sempre stata. La collaborazione non è mancata, prova ne sia -ma è soltanto un esempio - che la banda musicale ha suonato in occasione di entrambe le messe, dunque sia per i bambini di lingua tedesca che per quelli di lingua italiana».
Don Gschnitzer, che proprio a Sinigo collabora perfettamente con il parroco don Tonini assieme al quale ha favorito l'integrazione anche in chiesa fra i due gruppi linguistici, ammette che «le tradizioni sono difficili da eliminare. Ma ci stiamo provando anche a Postal dove alcune messe sono bilingui, dove in occasione della prima comunione di domenica scorsa proprio i due consigli parrocchiali hanno organizzato assieme la festa, dove una signora del posto ha confezionato per tutti i comunicandi un agnello nello spirito della giornata e della cerimonia. È stato un bel gesto, apprezzato dai genitori di entrambi i gruppi linguistici».
Resta la singolarità della prima comunione distribuita nel corso di due messe distinte. Non si poteva, proprio per dare il buon esempio, unificare le due cerimonie religiose? Sarebbe stato un segnale importante. Il parroco don Gschnitzer ribadisce il suo concetto, e cioè che s'è deciso di rispettare la tradizione che dura, in paese, da tanti anni. «La convivenza in paese funziona bene. I segni, in tal senso, sono numerosi. Nessuno ha fatto pressioni per chiedere una sola messa, né c'è stato qualcuno che ha chiesto le due cerimonie. Ci siamo limitati a ripetere quando è sempre stato fatto, senza che vi siano mai state proteste di alcun tipo. Tantomeno di natura etnica».
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