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BOLZANO. Privacy, i tempi slittano a marzo. E intanto il direttore dell’Asl - Andreas Fabi - convoca per lunedì alle ore 11 un incontro urgente con i sindacati che si terrà nella sala riunioni della direzione generale in via Cassa di Risparmio 4. Il tutto poche ore dopo il doppio esposto dei medici Anaao al ministro ed al capo della Procura Guido Rispoli. «Siamo costretti a segnalare al ministero ed alla Procura quanto succede al servizio sanitario dell'Alto Adige - scrive l’Anaao - costretto da svariato tempo ad una impasse che comporta e comporterà notevoli disservizi e ipotizzabili gravissimi danni sia all'utenza che al personale medico in servizio». Fabi però non ci sta. «Voglio vedere sindacalisti e primari per parlare chiaro. L’Anaao non può permettersi di creare panico tra la popolazione e non può dire che i pazienti sono a rischio. Chiederò ai medici che mi mostrino le carte e mi dicano chi e quando ha rischiato la vita per colpa della privacy. Se non avrò risposte chiare mi muoverò di conseguenza». La privacy, ordinata dal Garante, introdotta in Alto Adige il 10 novembre scorso continua a creare pesanti problemi in alcuni reparti perchè i medici non riescono a vedere sul computer le cartelle cliniche dei pazienti che hanno dato l'ok al trattamento dati. L’Anaao ribatte a Fabi spiegando che la questione è più che preoccupante. «Il rischio di cui parliamo per i pazienti - va sottolineato ed espresso correttamente nel segno di rischio clinico - è strettamente collegato al fatto che in acuto (in tutti i reparti per acuti in cui sia in uso il sistema informatico Medarchiver) non sia più possibile avere una tempestiva e corretta fotografia dei dati "storici" (esami di laboratorio, esami di radiologia, esami cardiologici etc etc , lettere di dimissione, consulenze specialistiche e relativa terapia farmacologica in uso etc.) così come era possibile invece fare prima. E´ conseguente così come non sia più possibile garantire sempre una adeguata prestazione in acuto, mancando dati di riferimento spesso fondamentali: si pensi alla numerosità dei pazienti (ovviamente sono la maggior parte) che arrivano routinariamente in ospedale con riacutizzazioni / complicazioni di patologie croniche (polmonari, cardiologiche, metaboliche, infettivologiche, chirurgiche etc. ). A cio´ si aggiunge - nella gestione routinaria del paziente sia degente che ambulatoriale - il disservizio ed il rischio collegato alla mancata informazione di dati "storici" che possono comunque modificare sostanzialmente sia terapie che diagnosi. Se Fabi vuole dati e nomi - conclude l’Anaao - basta che mandi il direttore sanitario - Oswald Mayr - a controllare nei singoli reparti».


