BOLZANO. «Sinceramente, anch’io non riesco a capire, perché abbiamo ancora tutti questi problemi sulla privacy. Giusto rispettare le disposizioni del Garante, ma dobbiamo anche fare in modo che nel momento in cui il paziente dà il via libera alla visualizzazione dei propri dati, i medici li possano vedere. Invece così non è: passano i giorni e le cartelle sono ancora oscurate. Tocca all’Asl muoversi per uscire dall’impasse, anche perché sono i vertici dell’Azienda che fin dall’inizio hanno tenuto i rapporti con il Garante». L’assessore Martha Stocker, quando ha assunto le competenze alla sanità, sapeva che il sistema informatico è uno dei talloni d’Achille della sanità altoatesina, quello che non sapeva è che avrebbe dovuto fare i conti con la grana privacy. Che continua a causare enormi disagi a medici e pazienti soprattutto in certi reparti, dove i dati del malato, che non siano riferiti ad esami ed analisi fatte o disposte dal reparto stesso, non si vedono.

Nei giorni scorsi Medarchiver, l'azienda che cura uno dei sistemi informatici del San Maurizio, sentitasi chiamare in causa, ha fatto sapere che «né l'impresa, né il sistema possano considerarsi in alcun modo causa dei ritardi e delle problematiche oggi in essere. Non abbiamo ancora ricevuto alcun ordine né dall'Asl né dalle sue ditte fornitrici».

Se fosse davvero così, sarebbe molto grave. Il direttore generale Andreas Fabi continua a ripetere che sono in corso verifiche. Intanto passano i giorni e l’assessorato si muove sul fronte politico, ma i risultato se ci saranno, arriveranno a medio-lungo termine. Si cerca l’accordo a livello di conferenza Stato-Regioni, per ottenere un cambiamento normativo che preveda in sostanza l’introduzione del principio del silenzio-assenso. Questo significa che se il paziente non dice nulla resta tutto com’è, se chiede di oscurare i dati, non si potranno più vedere.

«Ho già parlato - spiega l’assessore Stocker - con l’assessore del Friuli, che è d’accordo a firmare la lettera, e mi riprometto di farlo al più presto con la collega trentina Borgonovo Re. Prima però di spedirla abbiamo bisogno di un chiarimento dall’Asl». Realisticamente la lettera partirà all’inizio del nuovo anno, per questo Thomas Mathà, direttore del Dipartimento, preme sull’Azienda: «In attesa che la nostra proposta venga accolta, ci aspettiamo che l’Asl proponga una soluzione per gestire la situazione in questo periodo». Sempre sul fronte sanità da segnalare la polemica sollevata dai Freiheitlichen, dopo che in una risposta ad una interrogazione l’assessore ha detto che nel 2011 e 2012 Fabi ha ottenuto un premio di risultato di 32 mila euro lordi all’anno. «Lo prevede il contratto - taglia corto Stocker- se gli obiettivi sono raggiunti non si può non corrispondere la percentuale prevista».