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BOLZANO. Il ponte dei turisti e dello shopping, che in queste giornate tra l’apertura del nuovo Twenty e di mercatino ha messo a ferro e fuoco i collegamenti in città e in regione, volge al termine. Tra via Resia e nel quartiere di Don Bosco, è andata in scena l’altra Bolzano, quella produttiva, operaia come le “Api” di cui si celebra la “Festa”, e quella spirituale, nel segno della Madonna Pellegrina, che si è radunata davanti alla parrocchia di Santa Maria in Augia e ha atteso con trepidazione l’uscita della statua simbolo della rinascita postbellica. Tante le famiglie che hanno affollato le strade intorno a via Resia dove, tra le bancarelle, c’erano anche tante associazioni di volontariato tra cui gli Alpini, fortemente impegnati quest’anno in tante iniziative, soprattutto a sostegno della mobilità che nei giorni roventi del ponte hanno letteralmente “salvato” la città dal collasso causato da un’invasione senza precedenti. Tanta voglia di scendere e stare insieme ad animare un quartiere, pedonalizzato per l’occasione.
Pochi metri più in giù, dentro la chiesa di Don Bosco, i portatori della famosa statua, hanno organizzato le tre squadre di otto portatori che nel percorso si sono dati il cambio. Partenza alle 16.00 dalla parrocchia di Don Giovanni Bosco, direzione Santa Maria in Augia dove tradizionalmente si raduna il popolo dei fedeli. Quest’anno ad accompagnare la Vergine, la compagnia degli schuetzen di Bolzano e quella di Gries. Niente Alpini, impegnati in troppi fronti e che hanno passato la mano, presenti invece scout e volontari dell’Unitalsi. Il parroco di Don Bosco don Gianpaolo Zuliani ha parlato di: «Processione dal significato particolare vista la concomitante apertura dell’Anno Santo e della conclusione del Sinodo diocesano». Tanti lumini accesi, con l’arrivo del buio che hanno segnato il percorso attraverso il tradizionale giro tra via Milano e via Parma. Toccante, infine, il passaggio della statua nel centro di degenza per anziani di Villa Europa nella casa di riposo Don Bosco.
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