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MOSCA. Presenti all'iniziativa promozionale dell'Eos a Mosca anche diversi titolari di cantine altoatesine. Klaus Gasser della Cantina di Terlano e Andriano è molto soddisfatto per la nuova promozione dell'Eos: «Noi siamo attivi da circa una dozzina d'anni sul mercato russo, inizialmente con un importatore di nicchia ed ora, da sei anni, abbiamo un partner molto più strutturato e così la Russia è il nostro terzo mercato dopo Germania e Stati Uniti. Ora la Russia ci porta un fatturato interessante ed in crescita considerato che siamo sui 350 mila euro, mentre la Germania per noi significa 1,2 milioni e gli Usa un altro milione. In Italia restano però i due terzi del fatturato e la nostra regione fa davvero da traino. Però, nonostante la crisi, i nostri prodotti hanno tenuto bene sul mercato nazionale e la nostra quota di export è cresciuta molto. Strategicamente ci muoviamo su circa quaranta mercati anche per sostenere -come fa benissimo anche questa iniziativa dell'Eos - per la visibilità della nostra regione che non ha certo la forza di Piemonte o Toscana. Il mercato russo è anche complicato e a rischio, ma è sviluppato bene con i marchi di alto profilo e ora si è aperto un volume importante anche nella fascia di livello medio-alto grazie ad una nuova consapevolezza dei consumatori che si è rinnovata con particolare attenzione ai nostri bianchi».
Anche Klaus Sparer della Cantina di Bolzano conta molto sull'apertura di nuovi mercati: «Siamo presenti a Mosca da tre anni con un partner locale importante e ora abbiamo circa ventimila bottiglie già collocate. Puntiamo in particolare sui bianchi , ma anche ad esempio su una selezione di grande qualità per un rosso come il lagrein che, con il Santa Maddalena, è la nostra bandiera» . Un'altra cantina presente da anni sul mercato russo è quella di Elena Walch di Termeno. «Con questa iniziativa si promuove il nostro territorio - spiega Julia Walch che in cantina si dedica all'export – ed anche noi che siamo presenti sul mercato russo da anni veniamo sostenuti nel nostro sforzo promozionale in particolare con i bianchi di grande qualità. Ora si tratta di ampliare la fascia dei consumatori russi che vanno per lo più per marchi». Oscar Lorandi della Cantina di Cornaiano è a Mosca da debuttante e con grandi aspettative: «Abbiamo trovato un importatore molto serio e i presupposti sono buoni». Presente invece da tempo in Russia la cantina di Col Terenzio. «Sono più di dieci anni che siamo presenti – racconta il direttore Wolfgang Raifer – con un importatore di successo. Superate le iniziali difficoltà oggi il marchio è affermato soprattutto con i bianchi che sono le nostre punte di diamante. Ma anche con i rossi come il Lagrein e poi il Cabernet souvignon, anche se quest'ultimo è un prodotto ancora di nicchia». (s.t.)


