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VADENA. Oltre un milione e mezzo di deficit in quattro anni: questo è quanto è costato il Safety Park alla collettività da quando è stato aperto. Le cifre sono state fornite, al centesimo, dall'assessore provinciale alla mobilità Thomas Widmann, che rispondendo ad un'interrogazione presentata dal collega Pius Leitner dei Freiheitlichen ha cercato di difendere la struttura sottolineando come il numero degli utenti, dal 2008 al 2011, sia aumentato di quattro volte.
È una guerra di dati e cifre, con due schieramenti contrapposti che hanno idee diametralmente opposte per il futuro della struttura di Vadena: Verdi e Freiheitlichen, visto che l'annunciato pareggio di bilancio non è ancora stato raggiunto, sarebbero propensi a chiudere o a ridimensionare drasticamente il Centro di guida sicura mentre la Volkspartei (ma non i gruppi di Laives e Vadena, direttamente interessati dal problema dei rumori quando circolano go-kart e auto sportive non omologate) ritiene sia un fiore all'occhiello per tutta la regione.
La difesa di Widmann. «Nel 2008, spiega Widmann, il deficit è stato di 521.535 euro, nel 2009 di 560.223 euro, nel 2010 di 401.030 euro e nel 2011 di 79.250 euro. Il numero di utenti, invece, è salito dai 773 (dal mese di maggio) del 2008 ai 3.015 del 2011.
«Ci siamo attivati - continua Widmann - per ampliare l'offerta e per migliorare la sicurezza sulle strade e cerchiamo di collaborare con diversi partner attivi nel settore come le scuole guida per il recupero dei punti della patente, gli artigiani, i contadini e altre categorie economiche».
Le promesse. Pius Leitner, invece, affonda il coltello nella piaga e ricorda le promesse fatte dallo stesso Widmann il 3 settembre 2004, quando il Centro di guida sicura ancora non c'era. «Widmann all'epoca promise diverse cose in un comunicato stampa. Sostenne che i «tutti i centri di guida sicura europei non solo riescono a coprire i costi ma sono anche fonte di guadagno. Non capisco perchè ci siano speculazioni, che ritengo incomprensibili». Widmann aveva liquidato 8 anni fa le perplessità dei partiti di opposizione come «poco serie e non qualificate». E questo perchè, in consiglio, gran parte dei partiti aveva sostenuto che si trattava di una struttura «troppo cara, troppo grande e destinata ad avere bilanci in deficit per anni». Forse, prima di costruirla sarebbe stato davvero meglio fare due conti in più.
Il partito del no al Safety. Massimiliano Galli, consigliere comunale di una lista civica del Comune di Montagna, non ha grossi dubbi a riguardo. «Il centro, con annessi e connessi, è costato il 30 per cento in più del previsto (21 milioni di euro a fronte dei 15 preventivati); è in perdita da sempre e lo sarà per i prossimi anni. E questo anche se le previsioni erano di andare in attivo già nel 2011. Sta in piedi solo ospitando gare di go-kart, corsi di drifting, eventi con auto d'epoca, prototipi e simili allontanandosi sempre più dal suo scopo iniziale (la sicurezza) per trasformarsi in un centro di divertimenti rumorosi e inquinanti. I cittadini della zona non ne possono più del traffico, del rumore e dell'inquinamento (e, attenzione, devono ancora arrivare i blindati dell’Iveco). I sindaci protestano, i turisti scappano infastiditi dal rumore ("ma come, non eravamo venuti in Alto Adige per stare tranquilli...?!"); e infine, il centro non è neanche utile, se è vero (ed è l'Astat a riconoscerlo) che gli incidenti stradali in provincia sono aumentati e che, per esempio, i motociclisti continuano a morire sulle nostre strade come mosche. Forse andare semplicemente più piano è il miglior corso di guida sicura al mondo».
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