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BOLZANO. «In primavera dobbiamo farci trovare pronti. Non appena le temperature saranno più miti arriveranno in Alto Adige, dalla rotta dei Balcani, migliaia di profughi. E Bolzano, oltre che ad accogliere i migranti, dovrà pensare anche a redistribuirli alle altre regioni italiane»: a parlare è Helmuth Renzler, consigliere provinciale dell’ala sociale della Svp, che ieri è stato in Baviera (con la delegazione altoatesina) per incontrare i colleghi del Landtag germanico, guidato da Barbara Stamm. Al vertice – iniziato con l'omaggio al gruppo di giovani oppositori al nazismo de "La rosa bianca", guidato da Sophie e Hans Scholl – hanno partecipato anche Riccardo Dello Sbarba dei Verdi, Arno Kompatscher e Oswald Schiefer della Svp, Andras Pöder di BürgerUnion, Pius Leitner dei Freiheitlichen e Sven Knoll di Südtiroler Freiheit.
«I nostri numeri - continua Renzler - in questo momento sono davvero modesti rispetto a quelli della Baviera: ospitiamo un migliaio di rifugiati, mentre nel Land tedesco sono un milione (a fronte di una popolazione di 13 milioni di persone). Ci hanno spiegato che la situazione è drammatica: non si trovano più container sul mercato e il 30 per cento dei rifugiati è analfabeta. L’inserimento di queste famiglie, spesso, è problematico».
L’esempio più vicino a Bolzano è quello di Passau – cittadina bavarese al confine orientale con l'Austria – che ha 120 mila abitanti ma registra picchi giornalieri di 5 mila rifugiati. Nemmeno in Germania, in realtà, sanno più come fronteggiare la situazione. «È previsto - prosegue Renzler - un rafforzamento dei controlli interni ma anche dei confini esterni. Ma non è stato preventivato un tetto al numero di migranti in arrivo, come ha fatto l’Austria».
Per adesso Germania, Italia e Austria andranno avanti con le pattuglie trilaterali sui treni e rafforzeranno i controlli ai confini. «Siamo tutti consapevoli - sottolinea Renzler - di trovarci di fronte ad un fenomeno epocale. Otto rifugiati su dieci, ci è stato detto ieri, buttano il passaporto anche per avere più chance di ottenere lo status di asilante. Molti migrano, peraltro, solo a fini economici e non tutti avrebbero titolo per chiedere asilo».
Tutti d’accordo sul fatto che un «hotspot» al Brennero sarebbe perfettamente inutile. «Meglio a Lampedusa e in Grecia. Altrove non ha senso».
Per ora la situazione al Brennero è assolutamente tranquilla, ma non appena le temperature diventeranno più miti arriveranno migliaia di rifugiati dalla rotta dei Balcani. «Non potranno restare tutti qui - precisa Renzler - ma dovremo redistribuirli. Qui resterà solo lo 0,9% del totale nazionale». I Verdi, da questo punto di vista, sottolineano la necessità di migliorare l’attuale sistema di accoglienza. «È importante rafforzare l’assistenza diurna della Provincia al Brennero e prevedere degli alloggi. L‘offerta ora si limita al minimo indispensabile (70 posti ndr) e lascia numerosi profughi nell‘incertezza. L’Alto Adige, che finora ospita un numero piuttosto gestibile di migranti (1000 ndr), nel 2016 dovrà sostenere sfide ben più grandi, ma di certo lontane da quelle del Tirolo che attualmente ospita 6 mila richiedenti asilo».
Anche i Verdi ritengono certo l’assalto dei migranti nei prossimi mesi. «È facilmente prevedibile che alla fine dell’inverno arriveranno al Brennero sempre più profughi e migranti, il cui passaggio verso l’Austria sarà sempre più difficile. Inutili e fuorvianti le affermazioni del parlamentare Svp Daniel Alfreider, secondo il quale il 50% dei profughi provenienti dal Nord Africa sono “migranti economici”. Molti vengono da Somalia, Eritrea o Mali e in Europa non cercano una sdraio, ma una via d’uscita da minacce e pericoli alla loro esistenza».
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