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BOLZANO. «Scusate, chi di voi sa usare il centimetro? E tu, conosci il sistema metrico... i decimali?». Iniziano così a parlarsi. Prima a cenni, col righello in mano. Poi si parte con un "bitte", si continua con un "prego", aleggia qualche frase in inglese, uno di loro traduce per tutti quello che capisce. Sono quattro afghani questi signori al tavolo da disegno. «Ma imparano. E lo fanno molto in fretta», sussurra una volontaria mentre li guarda prendere le misure, far correre la matita sul foglio. Si chiama, nei termini in uso tra la burocrazia provinciale, «verifica di competenze». Ma è dentro queste tre parole che si sta dipanando la risposta, quella vera, forse l'unica possibile, al dramma dei migranti, la nostra emergenza domestica dei "richiedenti asilo". Siamo alla cooperativa "Akrat". Piazza Matteotti, portico del bar Romagnolo, ancora avanti, a sinistra del supermercato, tra i banchi e il popolo del mercato del giovedì. La Akrat è stata scelta dalla Provincia per il progetto di verifica. Nei centri di accoglienza, tra i richiedenti di ogni etnia e paese si accettano le domande per l'inserimento sociale, poi a piccoli gruppi arrivano nei laboratori molto spartani ma pieni di vita della Akrat e qui trovano donne e uomini che li esaminano, cercano di capirne le possibili competenze, "le predisposizioni", poi li segnalano alle aziende. «Dall'inizio dell'anno ad oggi ne abbiamo "testati", brutta parola eh..., almeno ottanta. Di questi - dice Peter Prossliner - almeno il 30% hanno già trovato lavoro». Prossliner è il presidente della cooperativa sociale. E ieri Martha Stocker, l'assessora alle politiche sociali, è arrivata a spiegare perché proprio alla Akrat è stato affidato il compito di "verificare le competenze". E perché? «La ragione è che lo sanno fare bene e hanno scelto di farlo - ha spiegato - e da qui al 2018 ne arriveranno alla fine trecento. È questa, per noi, la vera accoglienza: inserire nella società. Perché gli stranieri che arrivano a Bolzano col lavoro non acquisiscono solo dignità e anche del denaro per vivere meglio ma trovano una cosa molto preziosa: le competenze linguistiche e sociali». Peter Prossliner prima faceva l'interior designer. Progettava mobili, arredava case su misura. «Ma non mi riempiva la vita». Adesso sì. La Akrat è una onlus e ha come ragione sociale il "recycling". Ovvero nulla si distrugge, tutto si crea e si ricrea con i materiali di risulta. Ora c'è una falegnameria in Piazza Matteotti. E pure il laboratorio di sartoria. Sostenibilità dei materiali e sostenibilità sociale. Ma perché qui, in questa piazza? «Per i costi. Altrove era un delirio - dice Prossliner - qui va meglio con l'affitto. Perché abbiamo 10 dipendenti a busta paga tra tempo pieno e part time. E i conti sono sempre a filo, se non in rosso. Per cui ogni risparmio è benvenuto». E anche ogni donazione. Wally Rungger, ex consigliera verde si è impegnata per sostenere uno straniero al lavoro nella sartoria. Lo ha fatto in ricordo di suo marito Sepp De Vivo. Soldi spesi bene. Anche nel quartiere adesso le cose vanno meglio. All'inizio no. «Qualcuno credeva che qui arrivasse un centro per rifugiati. Due hanno protestato per il rumore, ci hanno fatto spegnere le macchine professionali. I Südtiroler Freiheit hanno fatto una interrogazione, insomma, qualche problema c'è...». O c'era. Perché ora molti bussano alla porta della Akrat, tra la gente di Don Bosco, e chiedono di rimettere a posto il comodino. L'idea dei soci della coop è di mettere in piedi anche una linea di prodotti, sempre con la filosofia del riciclo, ma con un aura di design. Insomma cose serie. Ora lavorano a tempo quasi pieno anche due sarti, uno dalla Costa d'Avorio, un altro dal Senegal. Il rapporto con le imprese è buono. Anche perché le metodologie impiegate per testare le competenze sono professionali. «Abbiamo uno schema - ha spiegato ieri Brigitte Waldner (Provincia) - che prevede anche la variabile del tempo. Si spiega che un lavoro non va fatto in una giornata ma in mezz'ora. E allora si stimola l'impegno». La Akrat è in contatto con l'Apa, Cna, l'associazione industriali. Si cercano e si trovano canali di inserimento. Ieri era mattinata di test. Il mondo va avanti.


