BRESSANONE. L’esempio classico? Quello del sasso gettato in acqua, con i cerchi provocati dal lancio che si allargano via via sullo specchio idrico. Il sasso in questione è il recente pseudo - rimpasto nella giunta comunale, pseudo perchè di fatto è stato un unico passaggio di competenze fra il sindaco Albert Pürgstaller e l’assessore Magdalena Amhof, con il primo a prendersi dalla seconda l’urbanistica e l’edilizia agevolata, ovvero settori forieri di rogne in tempi più o meno recenti, lasciando alla collega di giunta la cultura tedesca e ladina.

Sullo scambio si sono scatenati i commenti e le analisi politiche a livello comunale, ed ecco i cerchi nell’acqua più immediati; ma ora arriva anche un’analisi più distaccata e più a medio termine, ed ecco il cerchio più distante dal punto in cui il sasso è entrato in acqua. Questa analisi arriva da Antonio Bova, consigliere comunale di opposizione della lista Alto Adige nel cuore. Bova parte sottolineando che con il rimpasto «nei fatti non è cambiato niente, l'assetto politico cittadino rimane sempre schiacciato verso il centrosinistra e la rappresentanza italiana è sempre al minimo. Di facciata sono anche le nuove deleghe su specifici progetti assegnate a ogni assessore».

Ed ecco il punto: ai diversi assessori il sindaco ha assegnato la competenza - supervisione su alcuni dei progetti cittadini più importanti, e proprio su questi si focalizza la riflessione, disincantata, di Bova. Che fa i conti con tempo e denaro, elementi che quasi sempre si muovono in sintonia direttamente proporzionale.

«Fra le idee e i progetti - sostiene Bova - c'è di mezzo la capacità di finanziare questi ultimi. Dalla funivia al Giardino vescovile, dalla nuova zona Priel alla riqualificazione del parco del lido, dalla nuova biblioteca alla scuola di musica di lingua tedesca e dalla riqualificazione della zona sportiva sud (palazzo del ghiaccio) allo spostamento dei campi da tennis, la liquidità che dovrebbe servire nei prossimi due anni supera davvero ogni più rosea aspettativa, specie in un momento di crisi vissuta anche nella ricca provincia di Bolzano».

Il riferimento ai due anni, Bova lo fa perchè questo è più o meno il tempo che resta da qui alla conclusione del mandato di questo esecutivo brissinese.

«Pertanto - aggiunge il consigliere di Alto Adige nel cuore - prima di assegnare competenze mostrando una maggioranza laboriosa, il sindaco dovrebbe spiegarci quali sono i costi di tutte le opere promesse, dove intende reperire la liquidità per finanziarle e di conseguenza i tempi della loro realizzazione. Soprattutto, dovrebbe delineare quali strutture hanno priorità sulle altre, considerato che siamo ben oltre la metà di questa legislatura».

Così una possibile conclusione che vaticina Bova, rischia di andare a scapito dei cittadini. «La mia preoccupazione - è la sua conclusione - è che nei prossimi mesi il Comune rischi realmente di non vedere realizzato neanche uno di questi progetti, o se qualcuno si avvierà avremo un forte incremento del debito cittadino».

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