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BOLZANO. A pensarci, era inevitabile: Benko, il Pru, via Alto Adige irrompono in campagna elettorale. E senza neanche bussare. La spallata a Spagnolli non arriva dai 5Stelle ma da ben più all'interno. Direttamente da Sel, dagli inquieti alleati alla sua sinistra, che dicono al sindaco: caro Gigi, tutto quello che hai fatto finora, anche data per buona quell'orrore della legge 55 quinquies, non va. Procedure, commissione tecnica, soluzioni, accordi. E poi la viabilità, il verde. Dunque, traduce Guido Margheri con a fianco Lorenzo Sola, «ferma le macchine e usa questo mese che arriva per rimettere sul tavolo tutte le questioni». Scusate, ma questo è un attacco a uno dei punti programmatici che stanno più a cuore al sindaco, non è che è una reazione alle primarie abortite... «Macché primarie», dicono Margheri e Sola, «questi sono fatti. Anche all'interno della logica della quinquies ci sono serie contraddizioni. E pure con tutto quello che ci ha detto il sindaco. "E' tutto provvisorio"ci assicurava.. Dunque non ci sono gli elementi per definire l'accordo di programma». Tenuto conto dei tempi che prescrive la legge, un carico da novanta sulle spalle di Spagnolli. Il calendario, infatti, resta stringente: oggi la conferenza dei servizi dovrebbe consegnare al Comune l'ultimo suo compito, l'intesa sulla parte economica con Benko. Entro il 10 marzo la giunta sarebbe chiamata a definire l'accordo, formalizzarlo con la Provincia e Kompatscher e poi dare il via alla discussione e al voto in consiglio e all'asta dei terreni. Tempi: 30 giorni dall'accordo in giunta. Dunque, massimo in aprile. Sel chiede di usare questo tempo per aprire «un'ampia riflessione» sulle contraddizioni emerse. La viabilità innanzitutto, chiarisce Margheri, «perché i flussi di traffico così come calcolati dalla commissione servizi non tengono conto del maggiore afflusso. E poi il verde. Centinaia di metri quadri spariscono dal parco per riapparire in via Alto Adige». E poi si mettono in campo tutti i contributi, critici e no, emersi nel corso dell'assemblea pubblica sulla questione all'Eurac. Sel teme poi, che di fronte a questa offensiva il sindaco decida di rinviare tutto al nuovo Consiglio uscito dalle elezioni. Risponde Margheri: «Forse si pensa che il prossimo sarà più benevolo con Benko... Ma in ogni caso saremmo punto e a capo, perché certi punti oscuri non consentirebbero l'approvazione. E darebbero spazio ai ricorsi». Una spallata in piena regola. Che arriva dopo la dura opposizione all'accordo Sel-Aew, altro snodo centrale della politica di questa giunta e del sindaco in particolare... Una lettura (ieri i Verdi erano assenti alla presentazione del dossier), respinta da Sel, che puntualizza: «Il nostro lavoro di opposizione è sempre stato interno, mai di rottura. Senza di noi sarebbero rimasti i 40mila metri quadri del megastore, il verde sarebbe finito tutto sui tetti e i nodi sarebbero esplosi dopo». In sostanza, questo di Sel è un segnale preciso. Da un lato chiude a sinistra alle rivendicazioni pentastellate, togliendo in parte il fieno alla loro campagna presumibilmente molto puntata sul Pru dopo l'esperienza delle tre assemblee all'Eurac. Ma non solo. Ammettono Margheri e Sola: «Noi stiamo sul merito della questione. Meglio che il sindaco sia richiamato da noi ora che non in piena campagna. E poi, sì è vero, noi proviamo a tirare la giunta un poco più a sinistra. E' il nostro lavoro, visto quello che sta facendo la Svp sull'altro lato». Chiuso l'accordo energetico, sparito dall'orizzonte della coalizione lo spettro delle primarie, Spagnolli ha avuto pochi giorni per tirare un respiro di sollievo. In piena attività di consultazione, ecco questo macigno che arriva dritto dritto su uno dei punti programmatici essenziali nel manifesto del sindaco, il Pru. Che lo costringerà a camminare su un sentiero molto stretto per tenere unita l'alleanza. (p.c.)
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