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APPIANO. Sono già due anni da quando George McAnthony è morto, mentre passeggiava su una spiaggia del Lazio. Era l’8 luglio del 2011 e lui aveva solo 45 anni. “Sto camminando con gli angeli al mio fianco / loro ci sono sempre quando li chiamo / sapendo che non esiste né spazio né tempo,/ cosa mai potrà turbare la pace della mia mente / gli angeli mi proteggono dal giorno in cui sono nato / fino a quello dove partirò”. Sono quasi profetiche le parole di questa sua canzone. Nonostante 15 dischi interamente scritti, suonati e prodotti da lui, tantissimi concerti (più nel resto d’Italia e in Europa che qui nella sua terra) George McAnthony trovava sempre qualche mese all’anno da dedicare ai suoi amici etiopi.
Georg Spitaler, questo il suo nome, era arrivato in Etiopia nel 1985. Ci era rimasto due anni facendo il servizio civile e il volontariato invece di fare il servizio militare. Lì, tra l’altro, ha imparato a suonare la chitarra e a fare i primi concerti.
L’Africa gli è rimasta nel cuore e da allora non ha mai smesso di aiutare i suoi amici meno fortunati. Adesso, a portare avanti, con tenacia e determinazione, il progetto dello sfortunato musicista, c’è il fratello Gerhard, insieme alla moglie Patrizia e a due dei figli più grandi. Gerhard, per raccogliere fondi, ha organizzato il concerto in memoria del fratello al Palaghiaccio di Appiano, nell’aprile del 2012.
Hanno partecipato in massa tutti i musicisti che amavano e stimavano George McAnthony come musicista e come uomo. «In tutto abbiamo raccolto circa 60 mila euro. Con il ricavato del concerto, nei villaggi visitati per anni da Georg, sono state costruite sei scuole McAnthony e un centro polifunzionale che porta il suo nome e siamo riusciti a portare a termine altre 4 scuole» dice.
Poi ha realizzato il dvd di quel mitico concerto, che ha presentato l’altra sera ad Appiano e che verrà dato in dono a quanti faranno delle offerte al memorial George McAnthony direttamente alla Caritas di Bolzano (http://www.caritas.bz.it/it/info-point-caritas/in-memoriam-george-mcanthony/101-30083.html). «Portiamo avanti i progetti di aiuto che Georg aveva avviato e seguito personalmente in Etiopia, e che continuano a portano ora il suo nome. In particolare ci stiamo occupando della distribuzione e la coltivazione di una particolare varietà di fava e dell’albero di moringa.
Entrambi i vegetali, resistenti ai periodi di siccità ed estremamente nutrienti, prenderanno il nome “McAnthony”.La fava Cowpea, originaria del Senegal, matura in 45 giorni invece dei tre mesi abituali: questi tempi ristretti di maturazione fanno una differenza enorme in termini di sicurezza dei raccolti in una zona in cui le precipitazioni diventano sempre più inaffidabili. Le nuove varietà di cereali e leguminose saranno introdotte tramite la rete delle cooperative agricole dei 17.800 contadini per i quali sono stati costruiti, anche grazie a Caritas Bolzano-Bressanone, 21 granai in muratura.«Anche l’albero Moringa sarà introdotto e coltivato nella zona di Meki a nome di Georg, continua Gerhard Spitaler.
Questa pianta medicinale resiste a lungo ai periodi secchi e può essere utilizzata sia come verdura, sia come base per la preparazione di infusi. Con il nome “albero McAnthony”, questa pianta diventerà un concreto e prezioso ricordo di Georg nella diocesi di Meki e, allo stesso tempo, fornirà alimentazione e vitamine a centinaia di famiglie anche nei difficili periodi di carestia. Entro la fine dell’anno saranno piantanti 6.900 alberelli Moringa”.
Info: Caritas Bolzano


