BOLZANO. La Commissione di garanzia sugli scioperi ha intimato alle organizzazioni sindacali di categoria della Cgil, Cisl, Uil Asgb e Usb che avevano indetto uno sciopero per tutto il personale della Sad per il prossimo 12 maggio, ovvero per la vigilia della sfilata nazionale degli alpini, di revocare o spostare ad altra data la manifestazione di protesta che avrebbe paralizzato tutti i trasporti urbani ed extraurbani compresi quelli ferroviari e funiviari.

Tecnicamente la Commissione, presieduta da Roberto Alesse, ha invitato i sindacati «a riformulare la proclamazione dello sciopero in conformità alla legge ed alla disciplina di settore, dandone comunicazione alla Commissione entro cinque giorni». E, come detto, al di là della formulazione burocratica, quelle poche righe significano che quello sciopero in concomitanza con una grande come quella degli alpini proprio non potrà tenersi.

«Prendiamo atto della decisione della Commissione di garanzia - sottolinea per parte sua il segretario di categoria dell’autotrasporto Benedetto Rarità della Cgil - e valuteremo la situazione in una riunione congiunta delle nostre segreterie. Va detto in ogni caso che non era certo nostra intenzione fare questa sacrosanta manifestazione di protesta per arrecare danno alla manifestazione degli alpini. Abbiamo colto evidentemente l’occasione per porre con tutta l’evidenza possibile la portata di una vertenza che per la chiusura e l’intransigenza dell’azienda Sad, proprio non si riesce a far incanalare su un binario costruttivo, mentre continuano a moltiplicarsi le violazioni contrattuali ».

Dunque sindacati pronti a spostare la data dello sciopero che come già accadde lo scorso 12 aprile paralizzò tutti i trasporti in provincia per quattro ore.

Al commissariato del governo - istituzione che era stata da subito coinvolta sulla delicata questione - la decisione della Commissione di garanzia e la parallela disponibilità delle organizzazioni sindacali a non mettere in campo un controproducente braccio di ferro, è stata accolta con soddisfazione e anche con sollievo. L’unica alternativa infatti sarebbe stata il ricorso alla precettazione in blocco di tutto il personale della Sad per garantire il prevalente interesse della città e della provincia ad avere a disposizione tutto il proprio servizio trasporti al massimo delle sue potenzialità in occasione del raduno degli alpini. La mobilità in quelle giornate sarà del resto uno dei fattori chiave per la buona riuscita della manifestazione.

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