CALDARO. La libertà rompe il muro della tradizione e ci vuole una mozione per scoprire che Caldaro è decisamente vicina alle richieste delle coppie di fatto. Il documento presentato dalla Dorfliste a firma della consigliera comunale Irene Hell, infatti, fa discutere in paese, ma ad aspettarsi due barricate ci si sbaglia di grosso. Nessuno, infatti, è apertamente contro la proposta di portare alcuni diritti nell'alveo della semplice convivenza, eterosessuale o omosessuale che sia. Dalla possibilità di visita all’ospedale fino alla linea ereditaria passando per l’accesso alle prestazioni sociali o all’edilizia agevolata: tutte componenti che fanno parte di un approdo naturale della coppia. Alcune di queste sono competenza legislativa statale, ma l’idea di aprire un tavolo e trovare dei vincoli operativi a livello amministrativo non dispiace. Il fatto di essere un Comune in qualche modo pioniere in Alto Adige, inoltre, appare un surplus.

«Semplice, a mio modo di vedere ognuno può fare quello che gli pare», la sintesi stringata di Harry Trettl. «Noi non siamo nessuno per dire a qualcuno come comportarsi nel campo dei sentimenti e delle relazioni. L’ampliamento dei diritti può essere diretta conseguenza per chi dimostra di comportarsi da bravo cittadino. Quello è il discrimine». Sulla stessa linea è Margareth Thaler: «Onestamente per me i conviventi di lungo corso è come fossero sposati. Non colgo grandi differenze di status nemmeno se si tratta di coppie omosessuali. Sono curiosa di vedere come reagirà la politica nelle sue ali più tradizionaliste». «Sia chiaro, delle regole ci vogliono – le parole di Erika Olah – quindi qualche peculiarità specifica al matrimonio bisogna lasciarla. Certo che se persone due sono una coppia di fatto devono, per esempio, avere la possibilità di visitarsi all’ospedale e di considerare condiviso quello che hanno costruito assieme. Mi pare un concetto di giustizia indipendente dal resto. Attenzione che il fenomeno riguarda pure moltissimi stranieri, in genere donne, che decidono di fidanzarsi con un altoatesino: fino alle nozze rischiano di essere nessuno».

Chi pizzica il freno un poco di più è Andreas Morandell. «Dico ben venga all’ampliamento dei diritti fino a quando questo non va a ledere l’importanza e i diritti della famiglia tradizionale. Bisogna stare attenti a trovare la misura. La riflessione sulla spesa sociale, per esempio, ha una sua validità in quest’ottica». Chiusura con il parere qualificato di Andreas Unterkircher, presidente provinciale di Centaurus Arcigay. «Le vostre interviste, ancora una volta, dimostrano come la società civile in questo tema sia diversi passi avanti rispetto alla politica. Sono molto contento di questa iniziativa a Caldaro perché significa che anche i centri minori stanno sviluppando una sensibilità importante. L’intransigenza è un albero che si piega». Individuato, infine, uno dei primi punti da mettere nella discussione: «Credo che la legge provinciale sull’accessibilità all’edilizia agevolata vada rivista. La specifica che parla di convivenze solo tra sessi diversi continua a rimanere incomprensibile e aberrante». Già, sembra che la politica sia ancora una volta un passo indietro rispetto alla realtà e alla percezione della gente. Ora la mozione passerà al vaglio del consiglio comunale.

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