BOLZANO. Più volte lo si farà svuotare nel corso dell’anno, più si pagherà. Ma niente paura: a contare il numero di svuotamenti del nuovo bidoncino condominiale del residuo non sarà l’addetto Seab. Se ne occuperà un infallibile sistema automatico: ogni bidoncino è dotato di un transponder, ossia un ricevitore-trasmettitore in grado di dialogare con un altro transponder, posizionato a bordo del camioncino di Seab: quando si svuota: bip, parte il segnale. A fine turno, via rete Gprs, i singoli file verranno trasmessi alla centrale di elaborazione dati di Seab. Dove si calcolano le bollette... È soltanto una delle numerose novità riguardo la raccolta condominiale dei rifiuti residui. Ieri mattina il primo atto concreto: avviate le operazioni preliminari per la distribuzione dei primi cinquemila bidoncini condominiali.

I 33 mega-amministratori. Questi primi 5.000 bidoni verranno distribuiti al ritmo quotidiano di 150-200. Non si procederà per zone, quartieri o singole vie. Come spiega Valentina Princigalli (Seab), si è preferita un’altra strada: si partirà con gli amministratori che hanno più condomìni sotto la loro responsabilità. La prima fase, avviata ieri, coinvolge infatti soltanto trentatré amministratori, per un totale di circa 1.400 numeri civici. Si è scelta questa strada perché è la più semplice da un punto di vista della logistica. È sufficiente contattare un singolo amministratore per distribuire decine e decine di contenitori (in media sono 151 a testa). Per questi mega-amministratori sarà una bella gatta da pelare, nonché una discreta perdita di tempo, mentre Seab, almeno in questa prima fase, avrà vita piuttosto semplice.

Le complicazioni. Arriveranno nelle fasi successive e saranno vieppiù crescenti. Dopo i mega amministratori, si contatteranno gli altri professionisti, quelli però con meno condomìni da servire. Anche loro sono abituati a gestire questo tipo di problematiche, hanno fatto la gavetta con l’umido, ergo non ci saranno grossi intoppi. Esauriti gli amministratori, si passerà alle case singole, monofamiliari. Anche qui dovrebbe andare via liscia. L’ultima fase sarà la più complessa: riguarda le case con due, tre o quattro appartamenti, dove non esiste formalmente un amministratore. In molti casi Seab ancora non è riuscita a contattare il cosiddetto capobidoncino che, per il momento, dovrà solo occuparsi di prendere in consegna i nuovi contenitori. La Seab ha spedito lettere su lettere, ma pare che tanti non abbiano risposto. Chi non avesse ricevuto nessuna missiva, consiglia Seab, chiami il numero verde 800 816 808 o faccia visita al sito web ilmiobidone.it.

Come funziona. La logistica per la consegna dei 18.000 bidoncini non è semplice, come testimoniano i tecnici di Mobile Automation, l’azienda privata che ne cura la distribuzione. I contenitori sono identificati da un codice a barre, cui corrisponde l’indirizzo del condominio, nonché una data serratura con una certa chiave. Per questioni di spazio, i bidoni vengono trasportati senza ruote. Una volta arrivati sul posto, al tal condominio, alla presenza del tal capobidoncino vengono montate le ruote, il trasponder e la serratura. Ogni bidoncino sarà infatti dotato di una chiave per aprirlo e chiuderlo. Al capobidoncino verrà consegnata una chiave; sarà poi lui a doversi occupare dei duplicati da distribuire ai suoi condòmini. In caso di smarrimento della chiave, sarà sufficiente contattare Seab. Tutto è infatti monitorato e gestito tramite un sistema di codici a barre. A ogni codice corrisponde una e una sola serratura.

Il sigillo rosso. Una volta consegnato il contenitore al capobidoncino, questi dovrà firmare una liberatoria: da quel momento in poi sarà lui il responsabile. La raccolta inizierà a luglio, alla fine della distribuzione dei bidoncini, una volta pronto il calendario degli svuotamenti settimanali, ancora tutto da costruire. Fino a quel momento, i bidoni dovranno rimanere chiusi, tramite un sigillo adesivo rosso.

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