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BOLZANO. Ok dei reparti del San Maurizio in sofferenza per abbattere le liste d'attesa. Il direttore dell'Asl - Andreas Fabi - pagherà agli ospedalieri 75 euro lordi per ogni ora aggiuntiva ed i medici sono pronti a collaborare. Il programma di "smaltimento" potrebbe iniziare nel giro di poche settimane. Walter Pitscheider, coordinatore sanitario del Comprensorio di Bolzano, dopo una lunga mediazione ha trovato la soluzione che cercava.
«Tutte le equipe a cui ho chiesto sostegno hanno risposto in modo positivo ovviamente nei limiti delle ragionevoli possibilità dei singoli medici: in particolare hanno dato disponibilità i reparti di Dermatologia, Otorinolaringoiatria, Oculistica, Ginecologia, Ortopedia e Radiologia. Voglio precisare come la proposta di Fabi riguardi solamente i reparti che, nonostante la riorganizzazione interna e la ottimizzazione dei percorsi, hanno risorse temporaneamente e realmente insufficienti per contenere le liste di attesa entro i termini previsti dai Rao (raggruppamenti di attesa omogenei). Posso dire che in alcuni casi riusciremo a rientrare nei tempi previsti ma in pochi altri casi la richiesta è così elevata che le risorse disponibili non sono sufficienti e dovremo cercare altre soluzioni più stabili».
Pitscheider sa che i medici intascheranno 75 euro lordi per ogni ora aggiuntiva ma sono chiamati ad uno sforzo importante. «È vero. Ai medici chiediamo un ulteriore sforzo. Voglio ricordare, infatti, che le prestazioni aggiuntive vanno fatte fuori dall'orario di servizio, dopo le 40 ore di lavoro ordinario e dopo le guardie». Da capire quando il piano anti-attesa diventerà operativo. «Per procedere dobbiamo attendere la modifica formale dell'articolo del contratto di lavoro ed il benestare dei sindacati e potrebbe trattarsi anche di molto poco, anche di un paio di settimane». Come la mettiamo con l'acquisto di prestazioni dai privati? «Posso dire che questa strada verrà percorsa solo dopo avere esaurito tutte le possibilità interne».
Le prestazioni aggiuntive non bastano comunque, da sole, ad abbattere le attese. «Dobbiamo agire sia sul versante della richiesta - riducendo o eliminando le richieste di prestazioni non necessarie - sia sul versante delle risorse disponibili per erogarle. In parole povere aumentando il numero di ore di lavoro degli specialisti, le apparecchiature, gli spazi che abbiamo a disposizione e migliorare la organizzazione complessiva. A questo proposito ci sono recentissimi documenti della nostra Azienda redatti per quasi tutte le specialità, concordati e scritti dai medici prescrittori in collaborazione con le strutture specialistiche che erogano le prestazioni richieste e parlo di documenti formali, scritti e concordati fra specialisti ospedalieri, specialisti dei distretti e medici di famiglia. L'obiettivo finale ovvio è che vengano fatte presto e bene le cose che servono, sottolineo le cose che servono».
Pitscheider conclude ricordando che la richiesta di una prestazione specialistica deve essere fatta da un medico e che la prenotazione deve essere fatta attraverso il Cup (Centro unico di prenotazione) che garantisce e monitorizza il rispetto dei tempi.
«Tutte le equipe a cui ho chiesto sostegno hanno risposto in modo positivo ovviamente nei limiti delle ragionevoli possibilità dei singoli medici: in particolare hanno dato disponibilità i reparti di Dermatologia, Otorinolaringoiatria, Oculistica, Ginecologia, Ortopedia e Radiologia. Voglio precisare come la proposta di Fabi riguardi solamente i reparti che, nonostante la riorganizzazione interna e la ottimizzazione dei percorsi, hanno risorse temporaneamente e realmente insufficienti per contenere le liste di attesa entro i termini previsti dai Rao (raggruppamenti di attesa omogenei). Posso dire che in alcuni casi riusciremo a rientrare nei tempi previsti ma in pochi altri casi la richiesta è così elevata che le risorse disponibili non sono sufficienti e dovremo cercare altre soluzioni più stabili».
Pitscheider sa che i medici intascheranno 75 euro lordi per ogni ora aggiuntiva ma sono chiamati ad uno sforzo importante. «È vero. Ai medici chiediamo un ulteriore sforzo. Voglio ricordare, infatti, che le prestazioni aggiuntive vanno fatte fuori dall'orario di servizio, dopo le 40 ore di lavoro ordinario e dopo le guardie». Da capire quando il piano anti-attesa diventerà operativo. «Per procedere dobbiamo attendere la modifica formale dell'articolo del contratto di lavoro ed il benestare dei sindacati e potrebbe trattarsi anche di molto poco, anche di un paio di settimane». Come la mettiamo con l'acquisto di prestazioni dai privati? «Posso dire che questa strada verrà percorsa solo dopo avere esaurito tutte le possibilità interne».
Le prestazioni aggiuntive non bastano comunque, da sole, ad abbattere le attese. «Dobbiamo agire sia sul versante della richiesta - riducendo o eliminando le richieste di prestazioni non necessarie - sia sul versante delle risorse disponibili per erogarle. In parole povere aumentando il numero di ore di lavoro degli specialisti, le apparecchiature, gli spazi che abbiamo a disposizione e migliorare la organizzazione complessiva. A questo proposito ci sono recentissimi documenti della nostra Azienda redatti per quasi tutte le specialità, concordati e scritti dai medici prescrittori in collaborazione con le strutture specialistiche che erogano le prestazioni richieste e parlo di documenti formali, scritti e concordati fra specialisti ospedalieri, specialisti dei distretti e medici di famiglia. L'obiettivo finale ovvio è che vengano fatte presto e bene le cose che servono, sottolineo le cose che servono».
Pitscheider conclude ricordando che la richiesta di una prestazione specialistica deve essere fatta da un medico e che la prenotazione deve essere fatta attraverso il Cup (Centro unico di prenotazione) che garantisce e monitorizza il rispetto dei tempi.
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