BRESSANONE. Volendo, e lo diciamo come considerazione - battuta senza che nessuno voglia sentire violata la sua sensibilità, la struttura nasceva proprio come luogo destinato alla gioventù. E con la similitudine ci fermiamo qua. Certo è che oggi ancora la gioventù vede in quella struttura un luogo ideale per farne un punto di ritrovo, uno spazio comune per la cultura giovanile. Lo dicono ad alta voce i responsabili del Direttivo per il centro della cultura giovanile brissinese, che vedono nella sala ovale dell’ex cinema Astra e prima ancora dell’ex Gil, lo spazio ideale per realizzare, appunto, un centro per la cultura giovanile. Lo spunto per rilanciare questa idea arriva dalla messinscena, nella sala ovale, di “Haut”, allestita dalla compagnia Junges Eisacktaler Theater (Jet). E allora il Direttorio rilancia: «Sfruttiamo un'opportunità unica - fanno sapere i responsabili - visto che con “Haut” la sala ovale torna a un utilizzo degno, mostrando la sua potenzialità per la destinazione futura».

Il richiamo alla politica comunale è del resto diretto.

«Nel documento programmatico dell'amministrazione comunale brissinese - riprendono i responsabili del Direttorio - troviamo tra le misure delle politiche giovanili, anche la creazione di un centro per la cultura giovanile. Da tre anni gli operatori giovanili insieme alla municipalità sono alla ricerca di una soluzione».

E infatti nche per questo il Comune ha attivato appunto un Direttorio, coordinato dall'assessore Magdalena Amhof e composto da operatori operanti nel campo giovanile: Walter Colombi (architetto), Peter Liensberger (amministratore del Centro giovani Jukas), Andreas Pichler (consigliere comunale), Ferdinando Stablum (Centro giovani Connection), Ingo Dejaco (consigliere comunale e membro dell’Associazione Jukas). Direttorio che ora ricorda come la struttura dell'ex cinema Astra è stata più volte presa in considerazione come luogo da destinare alla cultura giovanile ma di recente, il recupero di ampi spazi della sala ovale dell’ex Gil per l’allestimento della mostra fotografica della Durst, ha rilanciato su solide basi l’idea dell’utilizzo “pro giovani”, con, appunto, l’utilizzo per “Haut” a dimostrare la versatilità di questo spazio.

«E’ evidente che questa struttura si presta meglio di qualsiasi altra per sperimentazioni culturali giovanili - commentano Peter Liensberger dello Jukas e Ferdinando Stablum del Connection - anche perché i nostri centri sono inadeguati per coprire le esigenze culturali delle diverse fasce di età dei nostri giovani».

Non bastasse il parere di chi opera nei centri giovanili, a dar forza all’idea arriva il commento del tecnico, ovvero di Walter Colombi, architetto, membro del Direttorio: «Pochissime strutture esistenti - commenta - hanno le caratteristiche per accogliere la creatività dei giovani e, considerando che non è proponibile la costruzione di un edificio ex novo, bisogna valutare quest’opportunità di dare spazio alla cultura giovanile in un luogo logisticamente così centrale e paradossalmente appartato».

Il succo: la sala ovale è vicina al centro, facilmente adattabile e attrezzabile, anche ben integrata con il Forum nel cuore pulsante della cultura cittadina. Ma soprattutto perfetta per un’altra mission: «Ai giovani - è il commento univoco finale del Direttorio - va offerta la dignità di uno spazio tecnico “professionale” capace di far germogliare tutta la loro potenzialità creativa. Non servono cattedrali nel deserto, serve semmai uno spazio minimalista con le dotazioni essenziali, che lasci spazio per lo spirito giovanile. Dove, se non nell’ex cinema Astra?».

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