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BOLZANO. Maxi-blitz contro la prostituzione in via Novacella a Bolzano da parte dei carabinieri, guidati dal tenente Christian Spagnuolo. Due le persone arrestate in serata.
La maxi operazione è partita alle 14 e fino a tarda serata i carabinieri stavano ancora effettuando diverse perquisizioni nell'appartamento di via Novacella e nel quartiere Europa-Novacella. Fino a tarda serata i carabinieri di Bolzano, coordinati dal tenente Christian Spagnuolo, avevano arrestato già due persone. Numero che però potrebbe crescere nel corso della giornata odierna, visto che le perquisizioni non si erano ancora concluse ieri sera.
A dare l'allarme erano stati gli stessi inquilini della zona, che avevano notato uno strano via vai da quell'appartamento Ipes, abitato da alcune donne. Per questo motivo alcuni inquilini si erano rivolti ai carabinieri chiedendo il loro intervento per fare delle verifiche: in quell'appartamento, infatti, non lavorava solo una donna, ma diverse lucciole, che spesso erano affiancate a uomini che sembravano seguire la finanza. Immediatamente gli uomini dell'Arma hanno dato il via ad una complessa e delicata indagine che ieri sera ha portato ai primi due arresti.
Per il momento non sono ancora noti i particolari per quanto riguarda le lucciole, così come chi abbia approfittato delle donne che si prostituivano. Gli affari andavano bene e quindi gli abitanti della zona hanno subito capito che c'era qualcosa che non andava in quell'appartamento. Troppi uomini, a tutte le ore del giorno e della notte, troppi soldi che giravano, ma soprattutto troppe figure «scure» che non lasciavano mai sole le donne che si prostituivano: le case in cui si sarebbero vendutte le prostitute sono state costruite dall'Ipes negi ultimi anni e si trovano di fronte al centro di analisi mediche di via Novacella. Ieri, dunque, a partire dalle 14 fino a tarda serata, i carabinieri hanno perquisito l'appartamento, arrestato due persone ed effettuato controlli in altre abitazioni. Nei prossimi giorni gi uomini dell'Arma raccoglieranno anche le testimonianze delle lucciole per capire le modalità con le quali erano costrette a prostituirsi da diversi mesi.
La maxi operazione è partita alle 14 e fino a tarda serata i carabinieri stavano ancora effettuando diverse perquisizioni nell'appartamento di via Novacella e nel quartiere Europa-Novacella. Fino a tarda serata i carabinieri di Bolzano, coordinati dal tenente Christian Spagnuolo, avevano arrestato già due persone. Numero che però potrebbe crescere nel corso della giornata odierna, visto che le perquisizioni non si erano ancora concluse ieri sera.
A dare l'allarme erano stati gli stessi inquilini della zona, che avevano notato uno strano via vai da quell'appartamento Ipes, abitato da alcune donne. Per questo motivo alcuni inquilini si erano rivolti ai carabinieri chiedendo il loro intervento per fare delle verifiche: in quell'appartamento, infatti, non lavorava solo una donna, ma diverse lucciole, che spesso erano affiancate a uomini che sembravano seguire la finanza. Immediatamente gli uomini dell'Arma hanno dato il via ad una complessa e delicata indagine che ieri sera ha portato ai primi due arresti.
Per il momento non sono ancora noti i particolari per quanto riguarda le lucciole, così come chi abbia approfittato delle donne che si prostituivano. Gli affari andavano bene e quindi gli abitanti della zona hanno subito capito che c'era qualcosa che non andava in quell'appartamento. Troppi uomini, a tutte le ore del giorno e della notte, troppi soldi che giravano, ma soprattutto troppe figure «scure» che non lasciavano mai sole le donne che si prostituivano: le case in cui si sarebbero vendutte le prostitute sono state costruite dall'Ipes negi ultimi anni e si trovano di fronte al centro di analisi mediche di via Novacella. Ieri, dunque, a partire dalle 14 fino a tarda serata, i carabinieri hanno perquisito l'appartamento, arrestato due persone ed effettuato controlli in altre abitazioni. Nei prossimi giorni gi uomini dell'Arma raccoglieranno anche le testimonianze delle lucciole per capire le modalità con le quali erano costrette a prostituirsi da diversi mesi.
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