BRUNICO. Anche se, in merito, il silenzio degli inquirenti continua ad essere pressocché assoluto, qualche indiscrezione in più trapela comunque circa l’indagine della Procura della Repubblica di Bolzano sull'attività di prostituzione organizzata che pare animare da tempo le notti pusteresi fra Brunico, Gais e Chienes, e che sarebbe andata soppiantando in parte quella esercitata finora a puro titolo individuale da poche (e note) ragazze locali e da altre prostitute in genere stagionali e per lo più di altre nazionalità.

In particolare l'attenzione degli inquirenti sembra essere puntata proprio su due donne pusteresi, una di Brunico ed una di Chienes, peraltro già note alle forze dell’ordine proprio per una vita border line che, tra droga ed alcol, contemplava anche l’esercizio della prostituzione.

Le due avrebbero deciso di mettere mano ad internet per allargare da una parte il giro della clientela sicuramente esistente e, dall’altra, anche quello delle loro "collaboratrici" in grado di soddisfare la variopinta gamma dei desideri dei clienti a cui loro, verosimilmente, non erano più in grado di rispondere.

In questo senso internet recita il ruolo di una vera e propria miniera d’oro: qualche annuncio ben postato, dei numeri di cellulare appropriati, alcune foto, anche artigianali purché un po’ "photoshoppate", l’esperienza nella contrattazione già maturata da anni di professione individuale e la nuova "attività" decolla come la migliore delle aziende start-up.

Brunico però è una realtà tutto sommato assai piccola, la Val Pusteria altrettanto, e "qualcuna", che a causa di questa nuova impresa ha visto diminuire i suoi guadagni, non sta zitta. Due più due fa sempre quattro, e per gli inquirenti, tutt’altro che a digiuno di ciò che succede fra le pagine di internet, la verifica delle affermazioni e delle "soffiate" di gelosia è pressocché contestuale, facendo scattare l'inchiesta che vuole addebitare alle due donne l'ipotesi di reato di sfruttamento della prostituzione attraverso l'uso di internet.

Vengono monitorati i contatti in rete, vengono sentiti diversi clienti, potenziali e non, vengono individuate pure alcune delle possibili giovani "colleghe" alle prime armi delle due intraprendenti donne d'affari fino a quando giunge anche il momento della convocazione in Procura: chiamate a giustificare la loro iniziativa e la sua reale portata rispetto a quanto già noto agli inquirenti. Sugli altri aspetti emersi, così come sulla liceità o sull’illiceità dei comportamenti che sono o che saranno provati, il pronunciamento spetterà infine alla Magistratura, nel caso le prove raccolte dovessero portare ad una richiesta di rinvio a giudizio per le due donne o per una di esse.

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