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BOLZANO. Viaggia per mail la protesta dei genitori contro la vacanza Sharm El Sheik che inizierà domani nelle scuole altoatesine. Un gruppo di genitori si è riunito nel comitato Sos.Schule.Scuola per manifestare le ragioni di contrarietà al nuovo calendario scolastico.
La protesta partirà oggi. Il comitato Sos.Scuola invita le famiglie e tutte le persone contrarie alla riorganizzazione del calendario a inviare una mail di protesta agli assessori provinciali alla scuola Sabina Kasslatter Mur e Christian Tommasini.
È stata predisposta una lettera lunga e una più breve da inviare ai due assessori e all’indirizzo Sos.Schule.Scuola@gmail.com, che fungerà da contatore.
Le lettere e tutte le informazioni si trovano sul sito http://sos-schule-scuola.blogspot.it. , dove si trovano le versioni sia italiana che tedesca delle mail di protesta. «Tutti i genitori lavorano, italiani e tedeschi e i disagi del nuovo calendario, a partire dalla settimana Sharm, ricadono su tutti», spiega la portavoce Cristina Bartolomeoli.
Se il tam tam avrà successo, le mail intaseranno le caselle di posta elettronica degli assessori. «Abbiamo puntato a una forma di protesta civile ma incisiva, cioè sufficientemente fastidiosa», sottolinea Cristina Bartolomeoli.
Da domani a domenica 4 novembre si fermeranno le scuole altoatesine, grazie all’allungamento delle tradizionali vacanze di Ognissanti. Nove giorni di pausa, che le famiglie dovranno fronteggiare, contestano al comitato, «prendendo ferie dal lavoro, mobilitando nonni, pagando baby sitter o iscrivendo i figli alle attività alternative promosse dall’assessorato italiano. Un disagio che non comprendiamo e non giustifichiamo».
Nella lettera agli assessori si legge: «Un’interruzione così corposa incide negativamente sul ritmo dell’attività scolastica appena avviata». Non persuade, scrivono i genitori, «che tale modifica si ispiri a moderne teorie pedagogiche, che propongono un’interruzione ogni sei settimane per favorire il riposo degli studenti: la teoria andrebbe contestualizzata in funzione dell’area geografico-culturale». Le iniziative del 29-31 ottobre, «per quanto pregevoli, costringono i bambini allo sforzo ulteriore di inserimento e adeguamento a una nuova realtà». E ancora, l’inizio anticipato dell’anno scolastico, non consente più a molte famiglie di recarsi in vacanza nelle prime due settimane di settembre, «quando i prezzi sono più accessibili». Si chiede infine «una risposta concreta alle considerazioni esposte».
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