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MERANO. Desta disappunto e qualche apprensione l'avvio dei lavori alle spalle del Wilhelmsheim, conosciuta anche come villa Schenk, in via Manzoni nei pressi dell'incrocio con via Petrarca, sul terreno dove sorgeranno circa 70 appartamenti suddivisi in tre palazzine.
Le prima fase delle operazioni, cominciate da poco, consiste nel liberare l'area, circa 4.000 metri quadrati, al fine di lasciare spazio al cantiere. Fra i primi interventi, nei giorni scorsi sono entrate in azione le motoseghe che hanno abbattuto diverse piante, anche ad alto fusto, tra le quali alcuni vecchi pini, suscitando l'amarezza di chi denuncia l'ennesima vittoria del cemento sul verde e lamentando sui social network il fatto che, sintetizzando un pensiero condiviso da più persone, nulla sia cambiato malgrado il cambio di colore alla guida del governo cittadino.
L'auspicio è che il nome assegnato al complesso in costruzione, Manzoni Garden, sia foriero di un adeguato ripristino di vegetazione. Secondo il progetto, ciò dovrebbe avvenire su una superficie di più di 1.500 metri quadri, concentrata al centro degli edifici in modo da creare una sorta di parco interno, nel quale saranno messe a dimora piante anche di grandi dimensioni. Le tre palazzine destinate a circondare l'area verde saranno costruite secondo gli standard di CasaClima A, per una cubatura di poco inferiore ai 17 mila metri.
L’operazione immobiliare comporterà un consistente cambiamento alla zona, in un cuneo insinuato fra via Manzoni, via Petrarca e via Foscolo, comunque non direttamente affacciato sulle strade per l'interposizione di altri caseggiati.
In fase progettuale, la questione viabilistica è stata fra quelle che hanno creato maggiori grattacapi. Per evitare intasamenti, su indicazioni della commissione edilizia, l'accesso alla novantina di garage interrati avverrà da via Petrarca, mentre la rampa d'uscita sboccherà in via Manzoni. Uscire sulla trafficatissima via Petrarca, come previsto inizialmente, avrebbe contribuito a intasare l'intersezione regolata dal semaforo posizionato su ponte Rezia, ma anche costretto i proprietari delle nuove abitazioni ad arrivare fino a piazza Mazzini per potersi dirigere verso Maia Bassa. Ma le apprensioni dei residenti non sono finite, perché ieri l'abbattimento di uno dei primi manufatti ha provocato vari malumori a causa della polvere alzata dalle manovre della ruspa.
Siamo solo agli inizi, e si trattava di demolire una costruzione di dimensioni contenute. Se questi sono i primi effetti, chissà cosa accadrà, si domandano gli inquilini delle case circostanti, quando dovrà essere abbattuta la penultima palazzina di via Manzoni prima dell’incrocio, questa decisamente più grande, nei pressi della quale è stata realizzata la rampa d'accesso dei camion che accederanno all'area del cantiere.


