Hanno firmato un protocollo, formato alcuni migranti per coinvolgerli in lavori socialmente utili e poi hanno sospeso il servizio. Mentre a Merano alcuni profughi sono già impiegati in alcune mansioni al servizio della cittadinanza a Bolzano tutto è bloccato.

L'amministrazione del capoluogo (presente alla firma dell'accordo all’inizio di dicembre al Commissariato di Governo con la vice commissaria Francesca De Carlini) ha sospeso il servizio per alcuni intoppi assicurativi da risolvere. Sono stati avviati, infatti, dei colloqui con l'Inail per superare delle difficoltà di natura burocratica, ma nel frattempo il progetto è bloccato. Anzi, non è nemmeno mai cominciato. L'idea, infatti, era di impiegare dieci migranti all'interno degli ambiti operativi della cooperativa Oasis, essenzialmente legati alla pulizia e alla manutenzione del verde pubblico: nulla, però, è stato concretizzato.

L'assessore provinciale Martha Stocker alla fine del 2015 ha posto le basi per un accordo che portasse i migranti del piano ministeriale a trovare alcune occupazioni che facilitino anche l'integrazione. «L'applicazione pratica, però, è stata lasciata all'iniziativa delle singole amministrazioni. Capisco non sia sempre semplice trovare delle mansioni che non sono già affidate a dipendenti pubblici e che possano essere svolte senza conoscere la lingua». La firma dei protocolli, però, adesso è costretta a fare i conti con gli ostacoli burocratici che ne impediscono l’attuazione. (a.c.)