MERANO. Nel mezzo delle turbolenze fra amministrazione comunale e (almeno alcuni) organi decentrati di rappresentanza, riaffiora l'ipotesi di rinascita del comitato Merano Centro. Già, proprio quel comitato di quartiere che una decina d'anni fa, sfiancato da provvedimenti contrari rispetto a richieste ed esigenze, aveva deciso di disattivarsi creando con il governo cittadino uno strappo che, incanalando il malcontento di altri comitati, con fatica in Comune si sta cercando di ricucire.

Ebbene, negli ultimi tempi su stimolo dei residenti un gruppo di lavoro di sette persone, fra le quali lo storico presidente Mario Di Gesaro e il portavoce Carmelo Caccamo, hanno riannodato le trame di quel comitato. Che al momento tale, in mancanza di elezioni, non può essere in via ufficiale, ma ne è comunque un embrione. «Vogliamo tornare in attività – scrive Caccamo in un “manifesto” di intenzioni – perché ce lo chiedono i cittadini e perché è civilmente doveroso farlo. Però lo vogliamo fare a modo nostro, almeno nella fase iniziale, per riconquistare il diritto di parola, di proposta, di ascolto». Cosa significa? «Non vogliamo più cadere nella trappola preparata a suo tempo dalla giunta Alber che, con sua deliberazione interna, aveva varato le “linee guida di comportamento”, ossia i reciproci doveri e diritti dei comitati di quartiere e dell’amministrazione comunale, salvo poi dimenticarle nonostante le proteste del comitato Centro». E per tanto la strada che vuole seguire l'aspirante comitato passa attraverso lo statuto comunale e i suoi articoli 59 (istanze e petizioni), 60 (proposte e richieste) e 61 (referendum popolare).

Collocazione del mercato del venerdì, circolazione attorno al monumento di Hofer, mancata regolamentazione veicolare di via Pendl e del traffico durante il Mercatino: questi alcuni dei temi dello scontro che dieci anni fa portarono alla decisione di ammainare la bandiera del comitato. Viabilità (e limiti di velocità) e mercato sono questioni rimaste insolute, tra le priorità si aggregano ora sicurezza e abbandono dei rifiuti. «Dopo quasi due anni di amministrazione Rösch abbiamo capito che questa giunta non riesce ad attuare le sue buone intenzioni, e che continua con operazioni di facciata che non servono a migliorare la qualità della vita in uno dei più popolosi quartieri della città, del più ricco di servizi e strutture, del più trafficato, del più inquinato, e anche del più caotico e mal controllato». Le prove tecniche di comitato Centro sono iniziate.

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